di Redazione
Fra tre settimane i cittadini di Venezia andranno alle urne per eleggere il sindaco che succederà a Luigi Brugnaro. I candidati sono otto, e dopo ampia consultazione il Pri ha deciso di sostenere la candidatura di Simone Venturini, 38 anni, assessore della giunta uscente con delega a turismo, lavoro e coesione sociale. In sostanza rappresenta la continuità dell’azione politica e amministrativa di Brugnaro, che ha affiancato in giunta in entrambe le legislature. Venturini è sostenuto dai principali partiti di centrodestra e da una lista che porta il suo nome. Gli abbiamo rivolto alcune domande per delineare i cardini del suo programma che sono alla base della scelta del Pri.
Venturini, partiamo dai conti del Comune.
“Le giunte Brugnaro hanno risanato il bilancio del Comune di Venezia, passando da un disavanzo iniziale di 72 milioni ad una gestione in avanzo costante dal 2019. Anche la situazione delle partecipate comunali era critica, presentando un debito consolidato di circa 800 milioni, e ha richiesto decise azioni di riequilibrio e risanamento”.
Quali riflessi ha avuto la situazione pregressa in termini di servizi per i cittadini, qual è la situazione attuale e quali sono le linee guida su cui intende attenersi se diventerà sindaco?
“Il risanamento dei conti è stato l’atto di responsabilità più grande verso le future generazioni. Ereditare un disavanzo di 72 milioni e un debito delle partecipate di 800 milioni significava amministrare una città con le mani legate, senza possibilità di pianificare. In questi dieci anni abbiamo dimostrato che il rigore non è fine a se stesso: l’unico segno meno ammesso è stato quello del debito pubblico, per permettere a tutti gli altri indicatori di crescere. Grazie a questa solidità, oggi non dobbiamo più limitarci a gestire l’emergenza, ma possiamo investire in efficienza. La mia linea guida è chiara: mettere il segno più su tutto. Più sicurezza, più verde, più servizi, più efficienza. Venezia ha bisogno di una macchina comunale che funzioni meglio ogni giorno, dove il risparmio generato dal buon governo venga reinvestito in lavoro qualificato e rigenerazione, affinché i giovani scelgano di restare qui e non di andare all’estero”.
La rigenerazione urbana a Mestre ha visto progetti di ‘ricucitura’ importanti. Qual è la sua visione su via Piave, la stazione e il ‘Bosco dello Sport’?
“Su via Piave e le aree limitrofe, zona con problemi di degrado e microcriminalità, la sfida è duplice: controllo e vitalità. Non basta la repressione; la sicurezza passa per l’occupazione positiva degli spazi. Abbiamo già iniziato a sbloccare ‘buchi neri’ decennali, come l’area dell’ex Umberto I. La mia amministrazione potenzierà la Polizia Locale con 200 nuovi agenti e tre specialità (turistica, anti-sovraffollamento e controllo del degrado), portando la videosorveglianza a 1.000 telecamere entro un anno.
Il ‘Bosco dello Sport’ è l’emblema della nostra determinazione: contro chi dice sempre ‘no’ noi portiamo avanti un ecosistema aperto 365 giorni l’anno per sport, scuole e famiglie. È un investimento sul benessere che non ha precedenti. Tra qualche settimana partirà il cantiere per la nuova stazione di Mestre, lo aspettiamo da decenni e oggi è finalmente realtà. Cento milioni di investimento supereranno quella grande cesura tra Venezia, Mestre e Marghera, grazie alla realizzazione di una grande piastra sopraelevata. Interverremo poi sul progetto del Distretto della Cultura di Mestre: un sistema integrato che mette a rete i principali poli culturali della città – dal Centro Candiani alla Vez, dal Teatro Toniolo all’M9, dal Muvec a Forte Marghera – per costruire un ecosistema unico tra pubblico e privato”.
Per contrastare l’over-tourism avete introdotto il contributo di accesso e una serie di regolamentazioni restrittive. Per diversificare l’economia veneziana avete deciso un ambizioso piano per la residenza pubblica (40 milioni di investimento in 4 anni), regolamentato in senso restrittivo le locazioni turistiche e varato progetti come “Venywhere” per attrarre lavoratori ad alta specializzazione e imprese non legate esclusivamente al turismo. Siete soddisfatti dei risultati fin qui ottenuti? E, in caso di vittoria elettorale, come intende indirizzare la sua amministrazione sui temi dell’economia urbana?
“La residenzialità non si difende con i convegni, ma con la qualità della vita e il lavoro. Abbiamo investito 40 milioni nel social housing e siamo stati i primi a introdurre il contributo d’accesso, uno strumento pionieristico che deve evolvere in una vera piattaforma di gestione intelligente dei flussi. Il contributo è un punto di partenza storico dopo sessant’anni di chiacchiere: è la prima misura che interviene sul turismo giornaliero, altrimenti incontrollato. Ma va fatto evolvere, con una tariffa più alta, modulata sulle presenze previste, legata a una card servizi obbligatoria. Dobbiamo intercettare le risorse del turismo giornaliero per destinarle a misure concrete: trasporti, asili e manutenzioni. Puntiamo a incassare decine di milioni di euro, come con la tassa di soggiorno, per investirli interamente sui veneziani e avendo anche lo scopo di ridurre il numero di turisti giornalieri in certe giornate. I soldi raccolti ci aiuteranno ad abbassare il costo degli abbonamenti Actv per i residenti e a potenziare la pulizia della città”.
Quali sono le priorità?
“Entro i primi 100 giorni istituirò una task force internazionale composta da veneziani, professionisti ed ‘expat’ per mappare e attrarre investimenti in tecnologia, ricerca e industria avanzata a Porto Marghera. Qui vogliamo completare le bonifiche per favorire l’insediamento di aziende con know-how avanzato, creando una ‘terza gamba’ economica oltre al turismo. Vogliamo creare posti di lavoro ad alto valore aggiunto, affinché i nostri giovani non siano costretti ad andare all’estero. Dobbiamo rendere Venezia attrattiva per i ‘nomadi digitali’ e le imprese innovative, offrendo loro connessioni, spazi recuperati e una burocrazia snella. Se un giovane ha talento e merito, a Venezia deve poter trovare casa e carriera. Questa è la mia priorità assoluta: una città che produce innovazione, non solo che ospita visitatori. Lavoreremo per potenziare la Legge Speciale esistente: più poteri sulla pianificazione commerciale, sul traffico acqueo, sul controllo della laguna; e leve fiscali reali, penso alla possibilità di trattenere una quota dell’Iva generata in città”.
Lei è un candidato sindaco civico, espressione di una coalizione di centro-destra. Sarà sostenuto anche dal Pri. Come vede il sostegno di questa forza politica laica con valori di sinistra democratica che nella storia della città ha svolto in passato un ruolo importante?
“Il sostegno del Partito Repubblicano Italiano onora il nostro percorso e rappresenta una scelta di continuità amministrativa costruita su basi solide. Vedo in questo appoggio il riconoscimento di un metodo di lavoro che, in questi anni, ha messo al centro la concretezza, l’ascolto e una gestione oculata dei conti pubblici. Il Pri è una forza politica che ha dato un contributo storico fondamentale alla vita di Venezia attraverso figure di alto profilo come Antonio Casellati, Bruno Visentini, Alfredo Bianchini e Gaetano Zorzetto. È proprio nel solco di quella tradizione di serietà, laicità e profondo amore per la città che vogliamo continuare a lavorare. Il fatto che una forza con questi valori riconosca nella mia figura una ‘nuova generazione di amministratori’ capace di coniugare sviluppo economico e coesione sociale è un segnale importante. Significa che abbiamo saputo guardare oltre le ideologie, puntando su risultati tangibili: dalla riqualificazione urbana di Mestre alla gestione dei flussi turistici, fino agli investimenti sugli impianti sportivi e le infrastrutture. Per me, questo sostegno è la garanzia che la nostra visione di crescita e stabilità per il futuro di tutti i cittadini poggia su fondamenta storiche e valoriali robuste”.
Nella foto: Simone Venturini con Pierre Zanin e Paola Bergamo







