Il 20 giugno scorso Putin disse che avrebbe potuto prendere Sumy, nell’Oblast omonimo, che in linea d’aria, con 336 chilometri, sarebbe il più vicino a Kyiv dell’offensiva di terra russa. Lo stesso giorno, il Fatto quotdiano aveva già la notizia in prima pagina. L’esercito russo aveva circondato con 50 mila uomini la cittadella di 260 mila abitanti passata all’onore delle cronache come un centro strategico importante. Mai letto una volta che i russi hanno occupato un villaggio buono per allevare maiali. Sono tutti strategici i villaggi sconosciuti presi dai russi. Se non lo fossero, la guerra durerebbe sessant’anni.
Anche l’ultimo degli sprovveduti si sarebbe dovuto rendere conto che qualcosa non tornava nella strategia russa. Se tre anni fa il Cremlino riteneva di poter prendere l’intera Ucraina, quasi sessanta milioni di abitanti, con un esercito di 250 mila uomini, adesso ne mobilitava un quinto per un semplice borgo. Cinquemila sarebbero dovuti bastare, altrimenti la Russia avrebbe bisogno di 5 milioni di uomini per prendere e poi tenere l’Ucraina. Comunque fosse andata la battaglia per Sumi ci si sarebbe reso conto che l’impegno russo, già costato un milione di uomini, di miliardi di mezzi distrutti, dell’aver esposto il paese ai contrattacchi ucraini sino alla Siberia, era senza senso e pazienza. Avremo sempre qualcuno a il Fatto quotidiano pronto a spiegarci che le mosse di Putin sono di un genio, che la Russia è invincibile. La Russia, con il pil inferiore a quello italiano.
Tempo cinquanta giorni cosa è avvenuto dunque della battagli di Sumy? Secondo l’inglese Telegraph che monitora le operazioni satellitari, le forze russe sarebbero avanzate dai boschi tra Oleksiivka e Bilopillia fiduciose di aver trovato un varco. Gli ucraini arretravano e i russi avanzavano, avanzavano, avanzavano, senza accorgersi che le forze speciali ucraine, si erano disimpegnate dietro le linee nemiche. Quando quelle si sono schiacciate contro la difesa ucraina arrestata, sono stata prese alle spalle e prima di reagire, annientate. Bonaparte da Austerlitz era arrivato a Sumy. Il materiale video diffuso da Kyiv mostra 333 cadaveri, una dozzina di blindati bruciati, postazioni sventrate e colonne in ritirata. Manca Kutuzov in lacrime che rimette i feriti alla grazia dell’Imperatore. Addio presa di Sumy. Considerato che anche l’avanzata su Kharkiv non darebbe questi risultati entusiasmanti, si capisce che Putin abbia un’improvvisa voglia di incontrarsi con Trump, se non altro per nascondere l’ennesimo smacco militare.
Che al Cremlino vogliano davvero firmare la pace, è difficile da crederlo persino in una situazione tanto pericolante. Il riconoscimento delle repubbliche separatiste più la Crimea, era qualcosa che Putin dava già per acquisito prima della guerra. Anche poter vantare il mancato ingresso dell’Ucraina nella Nato, non sarebbe un particolare successo. Formalmente non c’è nessun passo compiuto per l’adesione di Kyiv. Se poi dovesse trovarsi persino faccia a faccia con il nazista Zelensky, Putin come la metterebbe? Confidava tanto sul ragionevole Trump al posto del pazzo Biden e quello gli ha mandato due sottomarini nucleari a ridosso della costa. I russi hanno dovuto ridispiegare tutti i missili balistici come risposta. Anche questo da un quadro della situazione. Le postazioni dei missili russe, sono decine, perché hanno decine di bersagli da colpire solo in Europa. All’America bastano due missili, uno su Mosca, uno su Pietroburgo, fine della storia. Nessun timore. La guerra atomica non si fa con i sottomarini, anche se quelli americani non vanno a fondo come quelli sovietici.
Probabile che Putin, al solito, voglia menare il can per l’aia e Trump abbocchi. Non perché Trump sia stupido, ma perché l’America vuole la pace, cosa volete le importi a chi appartenga la Crimea. Questa è l’unica vera forza di Putin, non trovarsi contro un presidente americano che voglia metterlo al tappeto una volta per tutte. Quanto agli europei si è arrivati al punto che li difende Zelensky. Se si fa un vertice di pace, bisogna che al tavolo negoziale ci sia anche l’Europa. Lo ha detto Zelensky. Gli europei pensano alla Palestina, dove effettivamente pesano davvero molto. Una piuma del cappello di Bonaparte a Jaffa, all’epoca la si chiamava Siria, pesava di più.
museo napoleonico di Roma







