Caro Direttore, segnalo un malinteso nella vostra cronaca della Direzione regionale dell’Emilia Romagna. Il segretario regionale invece di stigmatizzare le contraddizioni della Meloni chiedeva fedeltà a sé stesso a prescindere dalla linea politica e dai contenuti . Invece di dire a voce alta che la Meloni è da bocciare perché ha ottenuto i suoi più significativi risultati di governo rinnegando quello che aveva sempre propagandato, dalle accise all’età pensionabile e da ultimo quello che lei definiva come sciagura, ovvero il superamento del veto a Bruxelles, sussurra a denti stretti un giudizio dubbio sull’azione del governo di destra .Quanto tempo ci vuole per capire e dire che la Meloni per ottenere un qualche positivo risultato ha dovuto negare la sua precisa linea strategica che nella fattispecie ultima era fondata contro il superamento del veto a Bruxelles ? Se l’accordo che lei ha sostenuto, insieme al premier belga Bart De Wever, s’è concretizzato, e il Consiglio Europeo ha deciso di finanziare un prestito straordinario all’Ucraina con un eurobond da 90 miliardi , è stato proprio perché il Consiglio ha deciso di fare quel che Meloni ha sempre descritto come una sciagura: superare il diritto di veto.
E ancora, il segretario regionale chiedeva il voto su un documento che dopo un anno di governo regionale, finalmente di un romagnolo, esprimendo un parere critico per i risultati su sanità e infrastrutture ben sapendo che le criticità non sono da imputare al governatore De Pascale e che misure per produrre risultati tangibili in questi due settori richiedono scelte politiche a medio lungo termine non solo di una singola regione .
Nello stesso documento chiedeva poi di votare al prossimo congresso l’attuale segretario nazionale Corrado De Rinaldis Saponare senza sapere quando ci sarà il congresso, quali i candidati alla segreteria e quale relazione a sostegno della rinnovata linea politica. In questo modo si svuota la massima assise del PRI di ogni valore politico programmatico . Noi a Cesena non abbiamo fatto nessun strappo chiediamo semplicemente di stare nel partito repubblicano con lo spirito che lo ha caratterizzato fin dal lontano 1895 ovvero per fare politiche e scelte programmatiche nell’interesse generale del Paese e non di una fazione a discapito di altre. Cordialmente, Romano Fabbri, Pri Cesena






