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Il Quarto Reich

Riccardo Bruno di Riccardo Bruno
9 Agosto 2025
in L'editoriale
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La ragione del successo espansivo della Germania nazista tra il 1938 ed il 1941 non è tanto di origine militare, la macchina bellica di Hitler sarebbe già fallita tragicamente nella battaglia di Inghilterra, quanto politica. Il Terzo Reich si costituì grazie alle popolazioni di lingua e di origine tedesca dei paesi limitrofi alla Germania. Senza quelle popolazioni, il baraccone nazional socialista con la sua burocrazia poliziesca avrebbe fatto un buco nell’acqua. La stessa ragione della spartizione della Polonia con la Russia sovietica dipendeva dal fatto della presenza tedesca, considerata nulla nella regione.ad est di Varsavia. Quando in Estonia, Lituania, Lettonia e persino Ucraina, si riconosceva una presenza tedesca tale da giustificare la rottura con Stalin. Persino la Francia priva di una popolazione tedesca in senso proprio, ebbe un movimento politico di intellettuali, a cominciare da quelli comunisti, che sostenne la vittoria tedesca, sulla base del patto Ribbentrop – Molotov. Rotto quell’accordo i comunisti francesi passarono alla clandestinità. In compenso Hitler aveva trovato i suoi collaborazionisti. Drieu la Rochelle, Robert Brasillach, impiegati presso la Gestapo, erano nazi comunisti e scrittori migliori di Sartre.

Il semplice motivo per il quale, anche se Israele disponesse della potenza militare della Germania di allora, non sarebbe in grado di annettere Gaza e meno che mai la Cisgiordania, è perché a Gaza e in Cisgiordania, figurarsi nel sud del Libano, vive una popolazione ostile che conta complessivamente la metà di quella ebraica. Lucio Caracciolo che vaneggia una politica di sterminio per edificare una Grande Israele, che poi sarebbe il regno di Giudea e Samaria, non sa cosa dice. Per sterminare gli ebrei i nazisti avevano un rapporto dieci a uno, se fosse stato quattro ad uno, avrebbero fatto altro. Se poi dopo un anno gli Israeliani avessero ucciso davvero sessantamila abitanti di Gaza, per epurare la Cisgiordania, popolosa quanto Gaza ad un ritmo simile ci metterebbero 40 anni. Le dimensioni contano e pure la Russia non riesce ad aver ragione dell’Ucraina che appunto ha la metà della sua popolazione. Figurarsi se Israele può riuscire a deportare una massa di arabi tale a quella che la circonda. Senza considerare i profughi palestinesi che probabilmente sono più di quelli che vivono nei territori contesi. Un genocidio arabo avrebbe solo il risultato di inasprire la lotta contro Israele. Non si capisce quindi quale sarebbe l’interesse dello Stato ebraico a costruire un Quarto Reich, come dice il professor Canfora. Hitler potette intraprendere una soluzione finale della questione ebraica perché l’antisemitismo era più diffuso in Europa di quanto lo fossero le popolazioni tedesche. I palestinesi sono religiosamente ed etnicamente, come i giordani i siriani, gli iracheni. Ipotizzare un qualche genocidio dei palestinesi, significherebbe essere più folli di Hitler. Esattamente quello di cui si accusa Netanyahu e con Caracciolo e Canfora, tutto il popolo israeliano, folle e criminale. Almeno ai nazional socialisti fu fatto un regolare processo sulla base dei fatti. Per Israele abbiamo emesso la sentenza alle presunte intenzioni.

L’unica annessione realistica per Israele sarebbe quella delle alture del Golan, di cui infatti nessuno parla, perché sono complessivamente disabitate. A Gaza l’operazione, qualunque forma assuma, serve a smantellare una struttura sotterranea alla città che ha consentito gli attacchi allo Stato ebraico. Israele punta ad una cintura difensiva permanente, mentre la Cisgiordania si potrebbe annettere solo se la popolazione araba volesse essere governata direttamente da Israele. Altrimenti, non c’è nessuna possibilità. In compenso, le calunnie per denigrare Israele e insultare la comune intelligenza continueranno, soprattutto in Italia. Un popolo che impone leggi razziali nella sua storia recente, ancora non sono cento anni, deve avere una qualche predisposizione per farlo. Mentre il resto d’Europa è sempre uguale a se stesso, privo di qualunque influenza sul medio oriente, starnazza a casaccio.

Chi mantiene i nervi saldi è ovviamente la segreteria di Stato statunitense, lo fa dal 1974, quando comprese che un eventuale Stato palestinese era una minaccia all’amica Giordania, non ad Israele. L’America mai avrebbe consentito un secondo genocidio ebraico, l’unico che si potrebbe consumare davvero nell’area. Perché lo Stato palestinese potesse essere almeno compatibile con Israele, non lo sarà mai con la Giordania, ci vollero quasi 30 anni dalla conferenza di Ginevra e subito la popolazione di Gaza lo rifiutò. Prima di riconoscere lo Stato palestinese, bisogna riprendere in mano l’intera vicenda, cominciando con il disarmare Hamas, cioè quelli che lo vogliono distruggere Israele e poi liberare gli ostaggi.

licenza pixabay

Tags: CaraccioloRubio
Riccardo Bruno

Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l'Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all'Ufficio esteri del PRI diretto dall'onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l'Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

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