Poiché la politica estera si capisce meglio a fumetti, abbiamo già tutti gli interpreti disegnati in bozza. Trump, un pazzo. Netanyahu un criminale nazista. Putin, un deluso dall’espansionismo della Nato. Macron, un inguaribile debosciato. Ali Khamenei un bravo vecchietto che non si capisce perché non possa avere la sua atomica. Con in circolazione il professor Orsini, per il quale la Russia è invincibile ed Israele non potrà mai bombardare l’Iran, tutto può essere. Persino che se, invece, Israele cacciasse i mullah, comunque l’America sarebbe sconfitta. Caspita, gli yankee non controllano più la situazione! E questo lo si è letto ieri sul Corriere della sera, non su Topolino.
C’è solo una trama che tanti bravi disegnatori non riescono a ritrarre nemmeno per approssimazione, il viaggio di Trump in Arabia. Qui davvero nessuno sa che pesci prendere, e si che si potrebbe dire che il presidente americano è andato a visitare gli harem personali degli emiri. Niente, nessuna fantasia, gli arabi appaiono insondabili, Trump l’orso del circo che li intrattiene. Forse la realtà, per una volta, era troppo semplice. Magari Trump voleva ricucire gli accordi di Abramo che almeno un senso politico lo avevano, quello di escludere l’Iran e la Russia dal Medio oriente. E cosa si è visto nella realtà di questi mesi? Che nel mondo occidentale si scende in piazza per la Palestina e si accusa di genocidio Israele, mentre i paesi arabi nicchiano. Quasi che gli emiri fossero rimasti convinti, di quello che erano già cinque anni fa, ovvero che bisogna stringere i rapporti con Israele, il rinato Terzo Reich, secondo il professor Canfora, e sbarazzarsi dell’Iran. All’epoca poteva bastare un’impresa economica commerciale. Adesso ne necessita una militare a lungo raggio.
Incredibilmente il viaggio di Trump nel mondo arabo è servito a dare il via libera al governo israeliano ad attaccare gli ayatollah. Dai tempi del re Feisal, quando la politica estera non si faceva a fumetti, i sauditi erano favorevoli all’esistenza di Israele, seppure nei confini del 1967. Appena questa posizione araba divenne quella di Israele con Rabin e persino di Fatah, ecco che è nata Hamas, sostenuta dall’Iran, ovvero un movimento ed uno Stato che pretendevano di nuovo la distruzione e la cancellazione di quello ebraico dalle mappe.
Dal conflitto iraniano israeliano, una sola cosa è certa, il popolo dell’Iran non è mai stato bombardato nemmeno ai tempi della guerra con l’Iraq. La popolazione di Israele è abituata a stare sotto le bombe dal 1948, per non dire che ha subito una persecuzione bimillenaria. Il presidente Pertini amico di Arafat diceva ma gli arabi non hanno mai perseguitato gli ebrei. Gli ebrei in verità iniziarono ad essere perseguitati dagli egiziani. Questo indurisce la scorza
Se la popolazione iraniana restasse scossa dai bombardamenti, un regime che non sa proteggerla potrebbe vacillare. Mai cadesse, questa non si potrebbe considerare più una sola vittoria israeliana e tanto meno americana. Sarebbe una vittoria araba a tutti gli effetti. Finalmente gli arabi si libererebbero di un potere islamico indo europeo che destabilizza e compromette le prospettive di sviluppo economico e politico delle loro regioni. Qualcosa del genere si vide con la fine dell’impero ottomano, una cosa troppo seria per essere resa a fumetti.
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