Carmine Pezzullo della Direzione nazionale ha analizzato il voto amministrativo in Campania
Dalle urne delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio arriva un segnale inequivocabile: l’elettorato rifiuta le imposizioni su candidature calate dall’alto. Il successo conseguito dai candidati della lista Avanti-PRI dimostra che il buongoverno si costruisce con le preferenze e il radicamento sul territorio nel rapporto quotidiano con i cittadini. Il voto moderato, riformista e popolare è radicato nel tessuto sociale ed ha trovato la sua sintesi in un progetto alternativo alle derive massimaliste e ai beceri populismi. La lista Avanti PSI – Partito Repubblicano Italiano, anche coalizzata con le migliori espressioni del civismo democratico, ha registrato un successo straordinario, superando in molte realtà le percentuali degli stessi partiti nazionali dello schieramento tradizionale, e non dando spazio al populismo di una certa destra reazionaria e lontana dai valori della Costituzione Italiana. Il dato di Frattamaggiore è, in questo senso, un vero e proprio manifesto politico. La lista Avanti-PSI-PRI ha strappato un risultato eclatante ed inatteso una percentuale che arriva all’8,80% dei consensi (1.514 voti),doppiando il Partito Democratico ufficiale, fermatosi in città a un magro 4,35%. Ma il dato ancora più eclatante è che da sola ha ottenuto un risultato superiore di un terzo, a quello conseguito da tutte le destre coalizzate intorno al proprio candidato. I valori democratici se ben rappresentati, come ben fatto in tutti i comuni della provincia di Napoli non danno tregua a degenerazioni populiste. Un risultato analogo quello di Ercolano, dove l’alleanza riformista e popolare e la significativa presenza dell’Edera hanno sfiorato il 9%, dimostrando come la candidatura di professionisti, amministratori capaci e figure storicamente legate allo sviluppo locale sia l’unico vero argine all’astensionismo. Questo exploit non è un caso isolato, ma il frutto di una semina costante: la stessa linea d’onda che già nellescorse regionali campane aveva visto la proposta riformista raccogliere quasi il 6% su scala regionale.
L’elettorato campano e napoletano sta premiando chi sceglie di fare politica “con le scarpe sporche di fango”, valorizzando le competenze e rifiutando i diktat calati dall’alto. Il PRI di Frattamaggiore ha fatto eloquentemente sentire la propria proposta politica e le ragioni di indirizzo amministrativo che saranno proposte alla nuova amministrazione. I cittadini hanno condiviso un progetto che supera le faziosità ed i settarismi proponendosi e qualificandosi come scelta di “Buon Governo” della cosa pubblica, finalizzata a realizzare prospettive di crescita economico sociale e incrementando le potenzialità occupazionali sul territorio .L’area moderata e centrista ha vissuto destini opposti a seconda della coalizione di appartenenza e della capacità di presentarsi unita. L’area di Centro-Sinistra e i Civici Popolari. Nei comuni dell’hinterland napoletano, le liste civiche d’ispirazione popolare e i partiti di centro-sinistra legati alle forze riformiste (come Azione o formazioni vicine a Italia Viva) hanno trainato le vittorie al primoturno:Mugnano di Napoli: Il neo-eletto sindaco Pierluigi Schiattarella vince con un plebiscito straordinario(81,02%), trainato da un fortissimo blocco di liste civiche popolari e riformiste che hanno intercettato il voto dei professionisti e dei moderati.
Melito di Napoli: Dominique Pellecchia chiude con un risultato plebiscitario al primo turno con il 70,29%, confermando che le coalizioni larghe a forte trazione progressista e popolare svuotano lo spazio delle opposizioni. Arzano: Giuseppe Vitagliano vince con il 77,37% alla guida di una coalizione civica di centro-sinistra, lasciando le briciole al centro-destra ufficiale. Il Centro-Destra Moderato. Le forze centriste tradizionali della coalizione di centro-destra hanno mostrato evidenti difficoltà di tenuta nei territori della provincia, schiacciate dal voto d’opinione o dalla polarizzazione civica. Ercolano: Le liste centriste a supporto del candidato Luigi Fiengo hanno ottenuto risultati marginali: Noi Moderati si è attestata al 2,02%, mentre l’Unione di Centro (UdC) ha raccolto l’1,70%, non riuscendo ad agguantare seggi in consiglio. Frattamaggiore: Lo scenario del centro-destra classico è quasi marginale. La coalizione a sostegno di Giuseppe D’Ambrosio vede Forza Italia contrarsi allo 0,62% (appena 106 voti), a dimostrazione di come l’elettorato moderato locale abbia preferito riversarsi sulle liste riformiste. I successi di questa tornata amministrativa non possono però restare confinati entro i confini provinciali, va aperta una riflessione più ampia che coinvolga l’intero sistema paese. Come storicamente accaduto nei momenti cruciali della nostra Repubblica, il contesto politico napoletano si fa laboratorio di una rivoluzione progressista e popolare che ambisce a ridisegnare gli equilibri nazionali ed i sistemi elettorali: ogni futura discussione sulla legge elettorale nazionale non potrà prescindere da questo dato. Le elezioni comunali funzionano perché si basano sulla scelta della persona, sulla trasparenza del candidato e sul meccanismo delle preferenze. Il cittadino sa chi vota e ne valuta l’operato, le capacità politiche ed anche le attitudini amministrative. Nelle mani di un consigliere eletto si pone il destino di una intera comunità. Il declino della politica nazionale coincide esattamente con l’introduzione di sistemi elettorali surreali che hanno trasformato il Parlamento in un “nominatificio” di fedelissimi scelti dai leader di turno attraverso i famigerati listini bloccati.I
Il successo dell’Edera nella provincia di Napoli, il rinnovato entusiasmo e la vivace partecipazione dei tanti amici ritrovati in spirito di rinnovata armonia, dimostra che esiste una domanda enorme di serietà, pragmatismo e riforme concrete. No basta tuttavia che solo nei comuni si recepisca il grido di esasperazione che domanda classe dirigente e Partiti di Governo; occorre in modo improrogabile he anche il Partito Repubblicano a livello nazionale sia pronto a raccogliere questa istanza e farsene casa di risonanza nelle sedi istituzionali e torni ad entusiasmare gli animi dei tanti iscritti che chiedono un ritorno alla politica militante.







