“Siamo completamente entrati in una nuova era”, l’intervista che Henry Kissinger ha concesso al Financial Times, conferma tutte le valutazioni compiute riguardo al quadro politico internazionale e persino la scelta del tema del nostro ultimo congresso. Kissinger confida che Putin
“abbia calcolato male la situazione a livello internazionale” e soprattutto, abbia calcolato male le capacità della Russia di sostenere un tale sforzo. Questo significa che quando si arriverà ad una soluzione della crisi, occorrerà tenere conto, che non si potranno ristabilire le relazioni precedenti, perché la posizione della Russia sarà necessariamente diversa, causa i guasti prodotti. Esattamente quello che intendiamo da quando abbiamo scritto che bisognerà aiutare il diritto di esistere per la Russia. Kissinger che 50 anni fa elaborò il viaggio di Nixon in Cina, ha ancora un occhio di riguardo per un paese che già con Mao dimostrò un particolare pragmatismo. Ritiene quindi necessario distinguere avversari tanto diversi dell’Occidente quali sono la Russia e la Cina. È probabile infatti che la Cina stia osservando la condotta di Putin per evitare di commettere i suoi stessi errori, il Taiwan per la Cina non è importante strategicamente come l’Ucraina per la Russia, ma sicuramente rappresenta un medesimo obiettivo potenziale, anche considerando il particolare avanzamento tecnico ed economico che quello Stato rappresenta.
L’intervista di Kissinger assume però un risalto politico inferiore a quella del meno conosciuto ex diplomatico cinese Gao Yusheng, rimbalzata su tutti i media anglosassoni dopo essere stata cancellata dal sito dell’Accademia delle scienze di Pechino. Gao ha dichiarato che “la Russia ha completamente perso l’Ucraina”, e aggiunto che “la sconfitta della Russia non le lascerà alcuna speranza di ricostruire il suo vecchio impero”. Gao non ha più un ruolo attivo nella politica estera del suo paese, ma secondo il Guardian esercita ancora un peso sulle scelte internazionali del governo e ne rispecchia le valutazioni. I cinesi sono pur sempre gli stessi conosciuti da Kissinger che quando ne invitava la delegazione diplomatica nei suoi ricevimenti alla Casa Bianca, quelli si preoccupavano che non fossero anche stati invitati i russi prima di andarci. In questo caso la Cina si rende conto di come Putin abbia fatto un passo molto più lungo della gamba e non ha nessuna intenzione di assisterlo nella caduta. La Cina non farà niente per evitare che Putin si rompa la testa, il quale dovrà contare solo su se stesso per evitare di peggiorare le cose.
Da notare che né i cinesi, né Kissinger prendono in considerazione l’opzione nucleare. Un arsenale per la maggior parte allestito 70 anni fa e mai testato rischia di essere molto più obsoleto di quanto si siano dimostrate le armi convenzionali impiegate finora dai russi sul campo. Tutti elementi questi che ad un analista della politica internazionale possono apparire persino scontati e che pure a sentire i nostri esperti che impazzano sui media nessuno ha preso in considerazione. Ancora si fatica a metterli a fuoco ora che sono stati chiaramente, e da qualcuno più autorevole di noi, pronunciati. Abbiamo personaggi che commentano la guerra in diretta televisiva h24 e che non capiscono proprio cosa sta succedendo. Non si è nemmeno compreso il senso della richiesta di adesione della Svezia alla Nato che non deriva dal timore della Svezia di essere attaccata da una minaccia evanescente come quella russa. Putin non è in grado di prendere il Donbass figurarsi se attacca la Svezia. Piuttosto è venuto il momento per la Svezia di regolare i conti con l’invasione subita da Ivan il Terribile cinque secoli fa.







