In senso proprio, il wrestling è una esibizione granguignolesca in America ed in Messico, molto popolare. Donald Trump è un appassionato dagli anni ’80 del secolo scorso, magari è pure un investitore perché il wrestling negli Usa fattura milioni. Trump si è esibito lui stesso picchiandosi a bordo ring e finendo al tappeto. Non contento, ha persino rasato pubblicamente uno dei principali campioni della categoria, creando un evento unico del settore. Il fatto che il combattimento in sé sia finto e prestabilito da un copione già scritto, non importa gran che. Il pubblico si diverte e si emoziona lo stesso. In Europa molto meno, mentre in Italia il wrestling è quasi fallimentare.
Sono gli esperti dl wrestling a sostenere che l’attentato avvenuto in campagna elettorale sia falso e che Trump si sia tagliato l’orecchio con una lametta, esattamente come avviene sul ring. Una messinscena. Il wrestling si fonda su questa. Il wrestling non è propriamente uno sport, è la rappresentazione di uno sport. Trump è il primo presidente wrestler della storia statunitense e questo potrebbe comportare dei vantaggi. La finzione, lo spettacolo, impressionano e depistano. Con Zelensky alla Casa Bianca, Trump ebbe un incontro di wrestling. I successi che Zelensky ha ottenuto sul campo durante questo primo anno e pochi mesi di presidenza Trump, non li aveva mai avuti nei tre anni di guerra precedenti. Possibile che veramente finisca la guerra in Ucraina, dato che persino il primo ministro slovacco Fico ha aperto all’ingresso di Kyiv nell’Unione europea. La conferma che a Putin non credono più nemmeno i suoi sostenitori di ieri l’altro.
L’annuncio di volere ritirare i soldati americani dall’Europa, è un’altra mossa del wrestling. La Russia non è in grado di sfondare in Ucraina, potrebbe invece penetrare in Europa come nel burro, in particolare in Germania. In Italia, mai sbarcassero i russi, avremmo la fila di politici, imprenditori, storici, filosofi, giornalisti, opinionisti, cantanti e pittori che correrebbero a baciar loro le mani. Figurarsi se gli americani hanno voglia di ritrovarsi i russi a Berlino e a Palermo, proprio adesso che li hanno appena buttati fuori dalla Siria, dal Venezuela e dall’Iran. Trump dichiara di voler prendere Cuba e questo è perfettamente credibile. Anche solo per mostrare ai nostalgici di Kennedy quando fosse facile farlo. Togli ai wrestler la dose di velleitarismo e non ne resta niente.
Invece è perfettamente normale che le basi Nato gli europei agli americani non le concedano. Stupì semmai D’Alema con la Serbia, non la Meloni con l’Iran. La visita di Rubio metterà le cose a posto, anche con il papa. Trump contro il papa è un match imperdibile per i fan. Piuttosto l’impero inglese ritirò i lanceri dall’India e quello francese, i paracadutisti dall’Algeria. Indiani ed algerini furono felici, non chiedevano altro. Perché mai gli europei dovrebbero lamentarsi se gli americani se ne vanno. Tengono i soldati e quelli sono degli imperialisti. Li tolgono? Allora ci abbandonano! Capito Trump, viene da chiedersi che razza di gioco è quello degli europei.
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