L’unico effetto ottenuto dai proditori attacchi balistici compiuti dalla Russia sull’Ucraina è stato quello di convincere i paesi membri della Nato, anche i più recalcitranti, ad armare pesantemente gli ucraini. Le bubbole russe sulla possibile ripresa dell’offensiva in primavera, sono servite a Zelenskj per convincere gli alleati di dotarlo di missili a lungo raggio in modo da poter colpire ogni possibile concentramento di truppe in suolo russo o bielorusso che sia. Viste le voci su casi di corruzione nel governo, Zelenskj ha licenziato i ministri coinvolti senza manco processarli, tanto per far capire chi comanda. Di fatto, mentre l’esercito russo è in mano ai mercenari della Wagner, gli unici capaci di ottenere dei successi sul campo a sette mesi dalla presa di Mariupol, per quanto poi possa essere significativa la conquista di una località sconosciuta come Soledar, l’esercito ucraino si ritroverà i Leopard e gli Abraham. Ovvero carri di nuova produzione e comunque sufficientemente collaudati per conseguire risultati utili, esattamente quello che i carri russi hanno mancato clamorosamente.
Nella crisi di nervi ricorrente in cui vivono oramai al Cremlino non può mancare la voce stridula di Medvedev che una settimana annuncia la guerra nucleare e un’altra quella mondiale, e questo oramai da almeno otto mesi. Ovviamente non avremo né l’una né l’altra, perché se c’è qualcuno che ha un’interesse storico allo smembramento e l’affondamento della Russia è la Cina. Pechino non muoverà un dito nel caso di un conflitto russo americano. In ogni caso la Cina non è pronta militarmente nemmeno ad un’invasione del Taiwan, figurarsi affrontare una guerra mondiale. La guerra mondiale i russi potrebbero farsela con accanto la Corea del Nord e vi sarebbe da dubitarne, visto le relazioni di Pyongyang con i cinesi e con i mullah iraniani. L’India ovviamente si terrebbe fuori, Modi non condanna Putin, non che lo sostiene. Quanto al sud America, nemmeno Cuba vi parteciperebbe. Vale la pena per i russi estendere il conflitto con la Nato contando su partner inaffidabili come Kim e Khamenei? Perché Lukashenko sta già trattando con Kiev la non belligeranza. E’ vero che a Mosca sono rintronati dalle botte prese finora, hanno distrutto il mito della potenza del loro esercito che durava dal 1945 in soli 11 mesi, ma è difficile crederli rimbecilliti fino a questo punto.
Resterebbe il fantasma della guerra nucleare, non fosse che l’ambasciatore russo a Tallin ha accusato l’Estonia di tenere nel mirino San Pietroburgo con missili convenzionali. Grazie all’espansione Nato nell’est, che certo non riguarda l’Ucraina, l’occidente può distruggere qualsiasi città russa con le armi con cui distrusse Dresda o altre città tedesche, tipo Amburgo nell”estate del 1943. Rispetto ad allora non ci sono solo in più i missili che preoccupano l’ambasciatore russo in Estonia, ma anche le varie categorie di bombardieri fantasma che i sistemi di difesa russa avrebbero qualche difficoltà a intercettare. Per cui perché mai la Nato dovrebbe ricorrere al nucleare, quando può colpire comunque la Russia da tutti gli ex satelliti del dissolto impero sovietico efficacemente con le armi in dotazione comune? E perché dovrebbe mai usare il nucleare la Russia che si troverebbe esposta alle radiazioni, soprattutto se dovesse colpire l’Ucraina. In ogni caso la Russia non ricorrerebbe al nucleare perché prima ancora di sapere gli effetti dei suoi lanci verrebbe cancellata e non c’è bisogno di essere esperti di balistica per capirlo, basta guardare una cartina geografica. Badate bene, i russi stanno tastando missili di ogni genere, come Hitler tastava le v2. La Nato non sente bisogno di fare nessun test.
Davanti ad uno scenario di questo genere è consolante sentire esponenti politici italiani, giornalisti del nostro paese, improvvisatori di ogni genere, chiedere al governo dell’onorevole Meloni una soluzione diplomatica. L’unica soluzione diplomatica possibile sarebbe quella di espellere l’ambasciatore russo in Italia, cosa avvenuta in Lettonia. La soluzione diplomatica era possibile prima dell’invasione del febbraio scorso e fu cercata da tutti i governi europei, respinti con arroganza da Mosca. A questo punto una soluzione diplomatica pretenderebbe per lo meno il ritiro di Mosca dai territori occupati, inclusa la Crimea, perché nessuno può costringere l’Ucraina a trattare con una pistola puntata alla testa, a meno che si voglia il suicidio dell’Ucraina per compiacere l’amico russo. Cosa che per la verità abbiamo sempre pensato appena visto comparire i sostenitori della diplomazia al posto delle armi. L’avessero detto ai russi invece che agli occidentali. Fa piacere almeno che nell’attuale governo ci sono ovviamente pure degli amici dei russi, ma si guardano bene dall’aprire bocca. Piuttosto cercano di farlo dimenticare e si capisce, vista la catastrofe che i russi hanno prodotto dal giorno dell’invasione.
Terimakasik0 CCO







