Il governo, dove certo non si girano i pollici, ha riunito il Consiglio dei ministri d’urgenza per affrontare la crisi sicurezza, dimenticandosi che il decreto lo avevano già strombazzato e non è servito a un emerito cavolo. Anche solo implementarlo comporterebbe procedure lunghe e forzature costituzionali tali, che come minimo gli si rivolterebbero contro. Sarebbe come ammettere di essersi dilettati con misure inefficienti per finire con le braghe in mano. Alla Lega, che sono dei pensatori, hanno avuto un’ideona. La garanzia obbligatoria da versare per chi fa le manifestazioni. Tradotto in parole semplici, il governo sa di non poter impedire che una città venga saccheggiata ogni volta, ma almeno si ripromette di far pagare i danni. Chi non ci ha soldi, non scende in piazza. Resta a casetta a giocare a freccette.
Esattamente come abbiamo scritto nell’editoriale d domenica scorsa, il presidente del Consiglio, è stato costretto a rivolgersi alle opposizioni. Ha bofonchiato un restiamo uniti, o qualcosa di altrettanto penoso e le opposizioni, le hanno risposto, in sostanza, marameo. Davanti a mesi di manifestazioni pro Pal, che significa avere l’estremismo islamico in casa, con tanto di imam ad incitarlo nelle nostre città, non nelle loro, con personaggi che accusano Israele di genocidio ed il governo italiano di esserne complice, con un sindacato che invita alla rivolta sociale, e squadracce che a volto coperto entrano nelle redazioni dei giornali per devastarle, stille Farinacci, le opposizioni che hanno goduto di tutto questo caos, improvvisamente, se ne distaccano e lo condannano. Lo chiede l’onorevole Meloni, dopo che un paio di poliziotti sono stati malmenati. È straordinario che ancora non ci sia scappato il morto.
Se le opposizioni decideranno di confrontarsi con un governo che ha già fallito, lo faranno solo per tenerlo sotto schiaffo. Hanno un referendum che le attende e rischiano di finire cappottate. Figurarsi se vorranno collaborare, soprattutto se il governo non ha niente da offrire. Avesse avuto anche solo un sentore della sua debolezza politica ed istituzionale in cui si trovava dopo le elezioni del 2022, avrebbe offerto all’opposizione la presidenza di una Camera. Un modo per mantenere per lo meno aperto un canale di dialogo. Mattarella è una scelta bipartisan, quale che sia la provenienza politica del presidente ed è avvenuta attraverso una formula politica di solidarietà nazionale, che è stata disintegrata. Adesso c’è da chiedersi come questi fenomeni pensano di poter procedere.
La via maestra prevederebbe le dimissioni del ministro Piantedosi, completamente inefficiente, e cercare un candidato agli Interni che possa recepire le istanze dell’opposizione. Come cadere dalla padella alla brace. Sulla sicurezza, l’opposizione, alimentando la piazza, ha fatto peggio del governo. Qual è l’unico argomento buono che viene dall’opposizione? L’obiezione ai centri in Albania. Due anni che mandano i poliziotti a presidiare uno Stalag vuoto dall’altra parte dell’Adriatico dilapidando denaro pubblico che andava risparmiato per emergenze come queste.
La condizione di minima ragionevolezza che proviene dall’opposizione sarebbe di piantarla lì con il vuoto bidone albanese, richiamare tutti gli agenti dislocati, smettendo di sperperare altri soldi con i trasporti della marina militare. Un punto di partenza plausibile, non fosse che per l’onorevole Meloni, è lei ad averli voluti i centri albanesi, significherebbe buttarsi a mare. Tanto vale dimettersi direttamente e formare un nuovo governo richiamando in furia e fretta Mario Draghi. A guardare lo stato delle forze politiche di oggi, servirebbero Moro, Berlinguer ed Oronzo Reale, più facile la guerra civile.
galleria della presidenza del Consiglio







