Il sistema bancario italiano sta attraversando una fase di forte e preoccupante fibrillazione. Sono al momento attive sul tappeto tre significative operazioni di riassetto proprietario di primari istituti bancari nazionali. E ciò attraverso tre distinti interventi di scambio azionario, e senza esborsi finanziari.
Si tratta come noto di due “scalate” attivate da UNICREDIT nei confronti rispettivamente di un istituto di credito italiano, la Bpm, e di una primaria banca a tedesca. Entrambe le operazioni stanno attraversando una fase di stallo. La recente terza operazione riguarda la singolare decisione di Mps, il cui azionista di riferimento è il Mef, di acquisire il pacchetto azionario di Mediobanca, cioè di un istituto finanziario il cui capitale sociale è circa il doppio del valore del capitale di Mps, da ciò la singolarità dell’operazione. A tutto ciò si aggiunge la recente notifica di Unicredit del possesso di oltre il 3% di azioni di Assicurazioni Generali
Fatto questo che non può che avere una valenza strategica, per i risvolti ovvi in riferimento a Mediobanca, azionista di riferimento dell’istituto assicurativo. La prima domanda che ci si pone naturalmente è quali siano le riflessioni in atto di Banca Intesa al momento silente. In sostanza l’ intero comparto bancario è finanziario è in piena e preoccupante fibrillazione. Su tutto questo si evidenzia la colpevole assenza del governo nazionale che resta inerme.
Meloni e Giorgetti tengono del tutto all’oscuro il Parlamento . Nel contempo sembrerebbe che i veri attori protagonisti della scalata voluta da Mps siano due grandi gruppi finanziari privati senza un background assicurativo ma smaniosi da tempo di poter acquisire il controllo di Generali. È urgente portare tutta la problematica al vaglio del Parlamento Italiano.
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