Fosse mai vero, come si legge dai giornali, che Putin abbia detto al presidente cinese Xi che la guerra in Ucraina durerà altri cinque anni, dopo i due che stanno per compiersi, saremmo di fronte ad un esempio palpabile di follia criminale. Intanto perché non si comprende come sia possibile che una “operazione speciale” che doveva essere conclusa in una settimana possa durare sette anni, e questo senza che il cambio di programma non abbia un effetto radicale su chi in prima persona lo ha permesso. Cioè non si capisce come Putin possa sopravvivere politicamente nel passaggio dalla pace alla guerra senza averne mai saputo valutare le conseguenze in termini di morti, discredito, tradimenti, sanzioni. Poi Putin se prevede anni così lunghi come fa ad essere sicuro della vittoria? Cinque anni è un tempo in cui può crollarti il mondo addosso, nessun generale, nè Alessandro, nè Cesare, nè Bonaparte, ha mai avuto la presunzione di fissare una guerra della durata di cinque anni, avrebbe rabbrividito al solo pensiero. I grandi condottieri del passato si preoccupavano semmai di vincere una battaglia nell’arco della stessa giornata, al massimo prolungarla al giorno seguente. Lo stesso Hitler, a cui Putin più assomiglia anche per le scarse competenze militari dirette, si dava un tempo limitato per le sue offensive. Quando vide che la battaglia d’Inghilterra non produceva frutti, si spostò in Russia convinto di arrivare a Mosca in tre mesi. Costretto in Russia l’anno successive, persino Hitler comprese che avrebbe potuto perdere la guerra e rimosse tutti i generali. Putin non comprende nemmeno quello che gli avviene intorno. L’Armenia vuole aderire alla Nato, e cosa fa Putin, la minaccia in stile mafioso. Ma uno che non riesce in due anni a piegare il giardino di casa, l’Ucraina, può anche impegnarsi in Armenia, in Georgia, minacciare la Finlandia? Tutti paesi che erano neutrali gli stanno diventando nemici e Putin crede di poter combattere altri cinque anni. al ritmo di quasi duecentomila morti russi all’anno, più quelli ucraini che sono meno, ma comunque troppi per un paese che dovrebbe soprattutto badare a difendersi.
I generali ucraini o Zelensky hanno sbagliato a pensare di poter fare una controffensiva privi come sono di forze e mezzi sufficienti ed è stato grave non capire questo, non che ai russi non importi nulla delle perdite subite. D’altra parte un esercito non può solo restare sulla difensiva, ha bisogno di una reazione per fare pressione sull’avversario, ma l’Ucraina può nelle attuali condizioni limitarsi al sabotaggio o alla guerriglia, mentre è tragico pensare come è stato fatto ad una controffensiva di manovra. Un simile errore ha consentito a Putin di ritrovare un qualche slancio in una iniziativa che gli era scivolata via di mano, ma non si fa nessuna illusione se ritiene, per l’appunto, che dovrà combattere per altri cinque anni. E perché mai i russi dovrebbero seguirlo? I dissidenti sono arrestati, uccisi o esiliati, ma una guerra di simili proporzioni è destinata a cambiare anche lo scenario interno, le alleanze degli oligarchi, il consenso della popolazione, l’effetto sugli altri paesi che non avranno particolare interesse ad una tale ostinazione. E’ chiaro che la Russia senza l’Ucraina è poco più di un ectoplasma, isolata dal mar Nero e dal Mediterraneo, costretta alla steppa ed al mare del nord, si sente come strangolata. Solo che non si accorge che l’Ucraina aveva sempre voluto essere Russia e poi non più perché la Russia gliene ha fatte troppe e per superare questo impasse, non bastano cinque anni di guerra come non ne basterebbero cinquanta. L’Ucraina non vuole essere più sotto la Russia e non capire questo, il principio di indipendenza dei popoli e degli Stati, che pure ha fatto progressi straordinari dai tempi di Pietro il Grande, sarà la rovina di Putin e della Russia
pixabay cco







