Il presidente Biden era convinto, lo disse in pubblico, che costruito il Covid in laboratorio, la Cina lo avesse diffuso volontariamente. Da qui il peggioramento dei rapporti sino americani, con l’accusa rivolta direttamente a Xi di essere un dittatore. Che Biden disponesse di prove concrete o si affidasse ad una semplice intuizione, non c’è modo di saperlo. L’unico elemento utile è il video diramato in tutto il mondo da Pechino nel dicembre del 2018. Un cittadino di Wuhan si accasciava al suolo di colpo agonizzante. Per un paese capace di controllare attentamente la sua comunicazione, una scelta simile non era di poco conto.
Anche nel caso in cui Biden avesse preso una clamorosa cantonata, la Cina rendendo pubblico un simile filmato faceva sapere per lo meno che avrebbe sfruttato questa disgrazia. Costretta a rallentare la sua crescita economica, ha un surplus commerciale interno che pesa come un macigno, il rischio pandemico mondiale, avrebbe messo l’Occidente alle corde. Già la Russia si comportò in maniera diversa. Il governo consigliò gli anziani di trasferirsi in campagna, mentre in città venne aumentato il transito dei mezzi pubblici, soprattutto della metropolitana. Per il resto la Russia non cambiò niente, né lock down, né distanziamento, tantomeno mascherine. Considerando la popolazione russa di oltre 140 milioni, non aver raggiunto i 400 mila morti, contro più di un milione in America, o quasi duecentomila in Italia, la Russia ha affrontato meglio l’emergenza sanitaria. O è stata davvero più brava, o disponeva di maggiori informazioni e tempestivamente.
Il successo ottenuto nel fronteggiare il Covid, va detto che la Russia dispone di spazi immensi rispetto alla sua popolazione, dovrebbe consentire di non temere troppo il caso di peste polmonare scoppiato, questo di sicuro in laboratorio, ad Irkutsk, Siberia. Il che non significa che il resto del mondo possa essere tranquillo. Intanto perché, stando al pensiero di Biden, nessuno può escludere che il Covid fosse un’arma lanciata contro l’Occidente per tastarne le reazioni. Poi perché Putin è disperato e pronto a tutto. La Russia può minacciare l’arma nucleare fin che le pare, ma non può usarla, per la semplice ragione che in Europa sarebbe esposta alle radiazioni, mentre colpire l’America è un’impresa ardua. Dovrebbe prima sbarcare in Groenlandia o rimettere i missili a Cuba. E senza voler dispiacere Macron che testa missili balistici nucleari al largo della Costa d’Avorio, un conto è lanciarne uno disarmato, uno completamente diverso dotarlo di una bomba. Chirac i test nucleari li effettuava facendo esplodere un’atomica, senza rischiare i missili.
Putin potrebbe aver finalmente dato un senso alla sua esistenza mai fosse riuscito a trovare un modo serio per colpire il degenerato e decadente mondo occidentale, attraverso un virus mortale. La peste nera, la peste rossa, poco importa. Tanto ci sono quelli che vogliono andare al Cremlino per trattare le condizioni di pace che salveranno l’umanità. La delegazione italiana comprende Conte, Salvini, Bettini, Vannacci, Di Battista.
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