Nella giornata di ieri sul quotidiano La Stampa una presidente emerito della Corte costituzionale, il professor Zagrebelsky. ci ricordava che anche le idee più spregevoli hanno il diritto di essere esposte liberamente e che possono comunque contribuire al dibattito umanitario. Se il 23 ottobre venisse convocato un convegno dei famigliari della Panzer Division, che combattette ad El Alamein, ricorre l’anniversario della battaglia, sarebbe evento perfettamente lecito. Gli stessi cittadini italiani commemorano annualmente le eroiche gesta dei soldati dei reggimenti di fanteria e di paracadutisti schierati a fianco dell’alleato tedesco. In genere però si recano sul sacrario in Egitto, come ha fatto anche un capo di Stato. Non tengono cortei nel centro di Roma. Nel caso potrebbe essere sollevato il reato di apologia di fascismo, anche questo controverso, senza contare il turbamento dell’opinione pubblica.
Fa piacere sapere che non sarebbe turbato il professor Zagrebelsky nel veder sfilare coloro che rivendicano l’onore di chi si oppose fieramente agli Alleati nel secondo conflitto. Se italiani e tedeschi avessero vinto ad El Alamein, probabilmente l’Italia sarebbe ancora fascista, e questo eviterebbe un problema costituzionale, dal momento che una Costituzione nemmeno l’avremmo. I famigliari dei caduti, come i tanti ammiratori, prepariamoci ad articoli di ogni genere nei prossimi giorni sulla furiosa battaglia,. avrebbero pienamente diritto di richiedere di svolgere manifestazioni in Italia, magari di coinvolgere la brigata Folgore e perché no, sfilare per le vie delle loro città con i gagliardetti, le bandiere e la fanfara in testa. Vi sarebbe da vedere come se la caverebbe il prefetto di Roma ed il ministro degli Interni. Non vorremmo essere nei loro panni.
In compenso le autorità preposte hanno valutato perfettamente la richiesta della manifestazione dei comitati palestinesi a ridosso della strage del sette ottobre scorso. Se la Costituzione repubblicana consente di pensare come l’ayatollah Khamenei che gli aggressori fossero nel loro pieno diritto, la Costituzione repubblicana autorizza anche di vietare manifestazioni che possono mettere a rischio l’ordine pubblico. Per quanto le cariatidi del diritto costituzionale si appassionino nell’ analisi del concetto di “comprovato”, articolo 17, e sostenere che non si possa “comprovare” qualcosa che ancora non è accaduta, a posteriori, chiunque può affermare tranquillamente, anche senza essere specialista del diritto, che da quanto si è visto ieri all’Ostiense, grazie a dio si è intervenuti preventivamente. Erano attese nella capitale 40 mila persone e senza il divieto della manifestazione, avremmo avuto i mestatori ed i violenti in piazza ieri nascosti da una folla sei volte più numerosa. Se poi oggi qualcuno ci spiegherà pure che i problemi di ordine pubblico affrontanti dagli agenti sono stati insignificanti, beato costui.
Una volta letti i costituzionalisti del mattino, ci siamo sorbiti gli opinionisti televisivi nella serata. Per costoro la manifestazione era pacifica e per la pace. Ed avevano ragione a parlare di pace, la pace eterna ad Israele. Settemila persone non volevano apertamente che lo Stato ebraico esistesse e quindi erano d’accordo con Hamas, Hezbollah, l’Iran dei mullah. Sia chiaro, questo libero pensiero è un loro pieno diritto, lo ha spiegato perfettamente il professor Zagrebelsky. Dunque è un diritto anche quello di coloro che intendono continuare a difendere l’esistenza di Israele, qualunque cosa essa decida di fare. Israele combatte per la sua sopravvivenza. Si risponderà che anche gli arabi a Gaza, lo fanno, solo che sono loro ad aver rifiutato la convivenza e per questo pagano un prezzo. Questo andrebbe detto invece di spolverare il diritto costituzionale. Israele aveva ritirato gli insediamenti dalla Striscia già nel 2001 ed il risultato è stato di ricevere missili dalle posizioni abbandonate. Perché dovrebbe allora anche ritirarsi dalla Cisgiordania, visto i risultati? Infatti Israele oggi avanza. I nemici di Israele sono dal 1948 che la vogliono morta e quella continua a vivere. Scendessero pure in piazza a lamentarsi, benedetti da Zagrebelsky.
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