Per avere un governo stabile, non modifichi la legge elettorale, sopprimi le elezioni. Il modello di stabilità di governo in Italia è quello Mussolini, durato vent’anni. Quando il consenso per il duce era ai suoi massimi, dopo la presa di Addis Abeba, Italo Balbo, di formazione giovanile mazziniana, chiese di reintrodurre il libero voto. Balbo venne spedito a Governare la Libia. E questo è il modo più sicuro con cui rendere il governo stabile. Putin ha superato la durata del governo di Mussolini. Lascia più o meno libero il voto ed elimina sistematicamente l’opposizione, cominciando da quella all’ interno della sua stessa cerchia. L’esempio viene da Stalin che lo apprese da Hitler. Ucciso Rohm in Baviera, venne assassinato Kirov a Leningrado. Mai avvenisse che nonostante la modifica della legge elettorale, il governo italiano entrasse in crisi lo stesso, il prossimo passaggio in nome della stabilità, sarà l’azzeramento di ogni oppositore.
Già dovrebbe essere senza senso che il governo più stabile nella storia della Repubblica italiana si preoccupi di cambiare la legge elettorale. Semmai dovrebbe celebrare quella con cui è stato insediato. Ma non è la legge elettorale a rendere stabile o non stabile il governo. La legge elettorale decide solo della rappresentanza ed è la qualità di questa che si può compromettere, come è avvenuto con la riduzione del numero dei parlamentari che non ha comportato nessun risparmio alle casse dello Stato, anzi. De Gasperi preoccupato della stabilità di governo quando comprese che l’Italia non avrebbe più potuto contare sulla sua personale autorevolezza, volle introdurre un premio di maggioranza. La proposta venne giudicata da Parri una truffa. Eppure De Gasperi premiava una coalizione che raggiungeva il 50 per cento e quando al voto si recava più del settanta per cento degli italiani. Ancora ieri il governo Meloni voleva abbassare la soglia per il premio portandola dal 42 al 41 e questo quando oramai vota meno del 50 per cento della popolazione. Persino Forza Italia si è indignata.
La nuova legge elettorale non piace nemmeno alla maggioranza che la propone. Senza preferenze e con un premio di maggioranza al 42 per cento, non avrai un governo più stabile, avrai solo un parlamento che sbatte i tacchi. Per far cadere il governo si punterà alla congiura di Palazzo. Chi lo ha detto che la stabilità sia un bene? A volte è un danno. La Russia è tanto stabile da trovarsi in una guerra di cui non riesce a venire a capo. I più ricchi hanno, secondo la banca di Mosca, trasferito i loro capitali per cento miliardi di dollari in poche settimane all’estero. Temono che il governo glieli sequestri. Un governo tanto stabile, può tutto, cominciando con il sostituire un modello democratico con l’autoritarismo.
Per far reimigrare la popolazione immigrata, serve almeno un governo di tipo zarista. Devi violare ogni diritto umano e impiegare la frusta. Difficile credere che l’intero elettorato della AFD sia nostalgico del nazional socialismo. In compenso può imporre una svolta autoritaria alla Germania per cacciare cittadini immigrati oramai nazionalizzati a tutti gli effetti. Trump fa la lotta agli immigrati clandestini, l’AFD a tutti gli immigrati in Germania e senza criterio alcuno.
Se Vannacci dovesse prendere il posto di Taiani nella coalizione dell’onorevole Meloni, il rischio autoritario ci sarebbe anche in Italia e senza nemmeno bisogno di cambiare la legge elettorale. Il che in effetti sarebbe una spinta per tutte le forze democratiche a riunirsi contro una simile minaccia e pazienza per il governo stabile. La sola controindicazione viene dai protagonisti dell’opposizione. Se si chiede nell’ordine, il riconoscimento dello Stato di Palestina, ovvero un passo verso l’islamizzazione, una patrimoniale, cioè nuove tasse, il salario minimo, invece di far crescere i salari, il disarmo, quando il mondo è in guerra, rivince Meloni una seconda volta sicuro.
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