Pierre Zanin della Direzione nazionale ci ha inviato la seguente nota che volentieri pubblichiamo
Come è di dominio pubblico, Caltagirone e Delfin si oppongono all’operazione con Nexitis avviata dalle Generali, visto come un potenziale indebolimento patrimoniale della compagnia di assicurazioni che ha Mediobanca quale primo azionista. Non vogliamo entrare nel merito di questioni d’affari tra privati. E non lo faremo. Semplicemente, registriamo che si tratta dell’ultimo contrasto, in ordine di tempo, che oppone questi due gruppi al management che oggi guida Mediobanca, di cui sono da tempo importanti azionisti. E che ad esso succede la presentazione dell’OPS.E che l’OPS di MPS su Mediobanca, se realizzata, porterà Caltagirone e Delfin ad essere i primi azionisti del nuovo aggregato bancario costituito dall’unione tra MPS e Mediobanca e, dunque, a cascata, a divenire gli azionisti di controllo delle Assicurazioni Generali, il principale gruppo finanziario italiano, che costituisce il vero obiettivo di questa loro strategia impreditoriale.
L’articolo 47 Costituzione stabilisce che: “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito. Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese”. Dunque, in relazione a questa vicenda, al tempo stesso complessa e strategica, ci attendiamo, che, quanto prima, il Ministro Giancarlo Giorgetti, che gode della nostra stima, riferisca al Parlamento, chiarendo quali sono la posizione e la visione prospettica del MEF, ovvero del Governo italiano, su di una operazione che – chiaramente – si propone di ridefinire gli equilibri del nostro sistema finanziario, con evidenti ed importanti implicazioni che investono tutti i livelli del sistema Paese.






