venerdì, 17 Aprile 2026
  • Login
  • Register
LA VOCE REPUBBLICANA
Giornale di politica e attualità fondato nel 1921 | Editore: Partito Repubblicano Italiano
  • Home
  • Attualità
    • Guerra in Ucraina
  • Cultura
    • La Biblioteca Repubblicana
  • Economia
  • L’editoriale
  • La Nota Politica
    • Il Pri informa
No Result
View All Result
  • Home
  • Attualità
    • Guerra in Ucraina
  • Cultura
    • La Biblioteca Repubblicana
  • Economia
  • L’editoriale
  • La Nota Politica
    • Il Pri informa
No Result
View All Result
LA VOCE REPUBBLICANA
No Result
View All Result


Il teppista di strada

Riccardo Bruno di Riccardo Bruno
25 Gennaio 2025
in L'editoriale
0
Condividi su FacebookTwittaCondividi su WhatsApp

L’amore del presidente Trump per la Russia è tale da dare cifre a casaccio sulle morti russe nella seconda guerra mondiale. Sessanta milioni non sono immaginabili, nemmeno aggiungendo loro le vittime di Stalin. Possibile invece che gli ucraini morti sotto lo stalinismo siano stati dieci milioni e anche quelli sono ancora da contare. Putin come assassino di massa è comunque sulla buona strada. Con gli ucraini muoiono più russi e i nord coreani, già quattro mila in poche settimane, stanno battendo ogni record.

Non che in generale i russi mostrino maggiori segni di lucidità sul loro passato bellico, di quanto ne abbia mostrati il presidente statunitense intervenendo al Forum di Davos. Secondo il Cremlino sarebbe stata Stalingrado a segnare la vittoria sulla Germania nazista, non lo sbarco in Normandia. Ora, chi ha studiato la storia un po’ meglio, i russi sono più mistici che storici, sa che la Germania nazista dopo Stalingrado ingaggiò uno scontro in campo aperto con i resti delle sue armate a Kursk e nonostante la schiacciante superiorità in carri e uomini, l’Armata rossa subì una disfatta clamorosa e fu costretta a ripiegare. Se Hitler non avesse dovuto richiamare le sue truppe in Italia per contrastare lo sbarco in Sicilia, non quello in Normandia, Stalingrado sarebbe giusto un esempio morale, nonostante la resa dell’intera sesta armata di Paulus. Ma appunto, i russi vedono le guerre a modo loro dai tempi di Austerlitz, che ritennero una grande vittoria. Metà del loro esercito non arrivò mai in tempo per prendere parte ai combattimenti e tornò a casa in pompa magna.

Il giudizio di Trump sulla guerra è invece esattamente corrispondente a quello dato dalla voce repubblicana e cioè che. la Russia non fa una gran figura a prescindere. In due anni di combattimenti e sparando tonnellate di bombe al giorno, la Russia arranca nel Donbass, per non parlare della controffensiva ucraina proprio nella regione in cui i tedeschi le suonarono ai sovietici. Solo che i tedeschi erano la principale potenza bellica europea dell’epoca, gli ucraini, a rigori, hanno un esercito giusto sulla carta. In tutta la loro storia contarono un’armata cosacca, cavalleria e lanceri, all’ordine diretto o indiretto dei russi fra l’altro, rossi o bianchi che fossero.

Trump ha poi sottolineato come questa guerra definita da lui “ridicola”, per la sproporzione delle forze messe in campo, sta costando alla Russia un prezzo economico tale da rischiare il collasso finanziario. Propone di smetterla subito, prima che l’America decida di prendere misure più serie, ed anche questo per la verità è stato sostenuto da questo giornale, cioè che il sostegno americano all’Ucraina è all’acqua di rose dal momento che agli americani, dell’Ucraina, non importa un fico secco. Infatti al Cremlino si sono improvvisamente preoccupati. “Rimpiangeremo Biden”, hanno detto e persino paragonato Trump ad un “teppista di strada”.

La voce repubblicana ha sempre sostenuto che per i russi era stata una fortuna trovarsi una presidenza democratica. Fu un presidente democratico, Clinton, a sostenere l’ascesa di Putin al potere in Russia, lo stesso presidente che chiuse due occhi su una guerra di sterminio condotta in Cecenia. Un altro presidente democratico, Obama, lasciò fare la Russia in Crimea. Mentre fu un presidente repubblicano, Bush jr, a promettere all’Ucraina l’ingresso nella Nato. Lo stesso Biden non voleva difendere l’Ucraina, voleva che Zelensky ed il suo governo scappassero.

Trump è pur sempre un uomo d’affari e quindi in queste ore cercherà di capire quale possa essere il vantaggio americano, in una vicenda di nessun interesse strategico, dal punto di vista economico. Considerando tutti i soldi dati dall’amministrazione Biden all’Ucraina, difficilmente sarà incline ad abbandonare quel paese a se stesso. Questo significherebbe aver buttato via molti denari senza un ritorno alcuno per il popolo americano.

Il vero ostacolo alla trattativa di pace, disgraziatamente, non è però la stima sulla guerra o le prospettive economiche. Putin si è messo a dire che la Russia avrebbe quasi raggiunto i suoi obiettivi e Zelensky non ha nessuna autosufficienza. Eppure ancora non ci siamo. La Russia vuole rispetto, si è eretta campione del multipolarismo e del riequilibrio mondiale. Trump la vede esattamente, come la vede la voce repubblicana, una ex potenza, destinata ad essere subordinata alla Cina. La Russia mentre non riusciva a conquistare l’Ucraina ha perso la Siria, sta crollando lentamente in Africa dove pure aveva costruito una posizione di primo piano, grazie allo sforzo di Prigozhin, uno dei tanti gerarchi che Putin ha ammazzato, l’unico che sicuramente gli era utile. Trump tutto questo lo capisce benissimo e inquadra Putin per quello che è, un gangster di successo arrivato al suo declino. Difficile che possa rispettarlo più di tanto e a questo punto, prenderlo sul serio.

licenza pixabay

Tags: PutinTrump
Riccardo Bruno

Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l'Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all'Ufficio esteri del PRI diretto dall'onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l'Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

Altri Articoli

La pontiera

Un’Italia che non conta più niente

La dichiarazione del presidente del consiglio italiano sull'annuncio di un cessate il fuoco tra Libano e Israele, è quella di...

La  Pace Perpetua della sola forma Repubblicana

La Pace Perpetua della sola forma Repubblicana

Il diritto internazionale lo inventò Kant quasi di sana pianta in un'epoca in cui l'unico diritto era quello del re....

Un giudizio sintetico a priori

I principi dimenticati

C’è un limite oltre il quale la politica smette di essere esercizio di responsabilità e diventa teatro di reazioni tardive,...

Una premier de sinistra chiamata Giorgia

Una premier de sinistra chiamata Giorgia

La sospensione del memorandum Italia Israele, che prevede collaborazione militare e di intelligence fra i due Stati, non rappresenta un...

Prossimo articolo
A piacer vostro, anzi loro

A piacer vostro, anzi loro

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Consigliati

La misura è colma

La misura è colma

Credevamo di essere onnipotenti e sbagliavamo

Credevamo di essere onnipotenti e sbagliavamo

Articoli Popolari

  • Il documento della Direzione Nazionale del Pri dell’8 agosto

    1074 Condivisioni
    Condividi 430 Tweet 269
  • Il giovane Hegel e lo Spirito del mondo a cavallo

    1069 Condivisioni
    Condividi 428 Tweet 267
  • Barbero, l’inutilità della filosofia e il segreto dei Templari

    1045 Condivisioni
    Condividi 418 Tweet 261
  • Il bipolarismo fasullo, intervista a Luigi Marattin

    950 Condivisioni
    Condividi 380 Tweet 238
  • Piero Angela, i complottisti e le bandiere

    877 Condivisioni
    Condividi 351 Tweet 219

LA VOCE REPUBBLICANA

Giornale di politica e attualità fondato nel 1921

Edizione online iscrizione n.136 del 02/12/2020
del Tribunale Ordinario di Roma
Direttore Responsabile: Paolo Morelli
Direttore Politico: Riccardo Bruno
Coordinamento direzione: Mauro Cascio

  • Privacy e Cookie Policy

© 2022 La Voce Repubblicana - Giornale di politica e attualità fondato nel 1921 | Partito Repubblicano Italiano

No Result
View All Result
  • Home
  • Attualità / Politica
    • Guerra in Ucraina
  • Economia
  • L’Editoriale
  • La Nota Politica
    • Il Pri informa
  • Cultura
    • La Biblioteca Repubblicana
  • Privacy e Cookie Policy

© 2022 La Voce Repubblicana - Giornale di politica e attualità fondato nel 1921 | Partito Repubblicano Italiano

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password? Sign Up

Create New Account!

Fill the forms below to register

All fields are required. Log In

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Cookie Policy
Sul nostro sito web utilizziamo i cookie per offrirti l'esperienza più pertinente possibile ricordando le tue preferenze nelle successive visite. Cliccando su "Accetta tutti", acconsenti all'uso di TUTTI i cookie. Tuttavia, puoi visitare "Configurazione Cookie" per fornire un consenso controllato.
Configurazione CookieAccetta Tutto
Revisione consensi

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
CookieDurataDescrizione
cookielawinfo-checkbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
cookielawinfo-checkbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
cookielawinfo-checkbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
Functional
Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
Performance
Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
Analytics
Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
Advertisement
Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
Others
Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
ACCETTA E SALVA