La settimana scorsa la federazione russa ha fatto sapere che il sottomarino nucleare Krasnoyarsk ha effettuato con successo il lancio di un missile da crociera Kalibr durante un’esercitazione programmata in Kamchatka. Il Kalibr avrebbe colpito l’obiettivo ad una distanza di mille cento metri. Non è una notizia di particolare rilevanza. La Russia usa i missili Kalibr in combattimento dal 2017 ed anche nell’invasione ucraina del 2022, sia da nave che da sottomarino e la distanza che il Kalibr dovrebbe coprire è oltre i duemila metri. Piuttosto sarebbe interessante sapere se il Kalibr ancora fosse operativo nel Mar Nero, non nel Pacifico. La situazione è tale che Putin ha minacciato di “marciare” su Odessa, quando dovrebbe essere più semplice sbarcarvi. Non è in grado di fare né una cosa, né l’altra, Kalibr o meno.
Se si ripercorrono le trattative sovietiche americane per il disarmo atomico, dal primo Salt 1 fra Breznev e Nixon, fino agli Start, fra Reagan e Gorbaciov, il presupposto di partenza è la non aggressione nucleare fra i due paesi ed i loro alleati. In pratica, la minaccia atomica era finita nel 1973 e senza bisogno di trattati. Gli americani che avrebbero potuto colpire atomicamente la Cina durante la guerra di Corea, si rifiutarono di farlo. Truman era ancora sotto shock per Hiroshima e Nagasaki. Mentre i russi persa la possibilità di affacciarsi nel Cile di Allende, avrebbero potuto colpire l’America attraverso i sottomarini che devono essere continuamente testati. Kissinger annota come il presidente Nixon fosse completamente disinteressato allo sviluppo degli accordi atomici con i russi dal primo momento. Probabilmente Nixon era già in ansia per il Watergate. Di sicuro aveva una cognizione militare superiore a quella di Kissinger per cui la guerra restava una teoria astratta.
Via via gli accordi sul disarmo atomico, divennero pura propaganda. L’America sapeva di non poter essere colpita, la Russia, che l’America non aveva intenzione di farlo. Anche gli Stati europei smisero di preoccuparsi, non per i trattati in corso d’opera, ma perché la Russia già aveva un deserto di ghiaccio in Siberia. Ne avesse anche fatto uno atomico ad occidente, dove gli oligarchi appena possono vanno in vacanza, tanto valeva suicidarsi. Anche oggi la Russia minaccia un’atomica sull’Inghilterra, la Finlandia, paesi verso cui non ha nessuna attrazione. Già la Francia che produce champagne, i russi non la bombarderebbero atomicamente mai. Importano champagne francese sotto embargo dai tempi di Austerlitz. Il vero problema per l’Europa occidentale erano invece i rapporti fra gli eserciti convenzionali. Quello sovietico era sovrastante e lo è ancora quello russo di Putin.
Non si capisce quale sarebbe la minaccia della Nato nei confronti dei russi. La Nato si espande, ma non nel numero dei soldati, le truppe russe sono tre volte quelle Nato in Europa, e soprattutto, la Nato ha ridotto per anni la spesa militare, quando la Russia l’ha aumentata. Anche davanti ad un’aggressione alle porte di casa, l’Europa si mostra riluttante al riarmo. Ritornare all’esercito di popolo con la leva obbligatoria, sembrerebbe una via obbligata per il riequilibrio continentale. Si rischia solo di perdere in qualità specializzata. Poi la popolazione europea è troppo vecchia. Invece di fare politiche discriminatorie verso i migranti, si potrebbe arruolarli in cambio della nazionalità. Roma imperiale si rovinò in questo modo, perché faceva guerra ai popoli che reclutava. Ai giorni nostri si tratterebbe solo di difendersi dalla Russia, perché fin che ci sarà Putin, non ci sarà nessuna pace. Persino Trump se ne è accorto e ha detto di aver il sospetto di essere preso in giro. Caspita se lo è stato. Gli resta pur sempre un vantaggio, quello di poter cancellare la Russia quando vuole. L’America ha tale superiorità di armi strategiche nei confronti della Russia e di basi che la circondano completamente, da non aver bisogno alcuno della Nato.
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