Per un certo verso è preferibile un ministro che fornisce false informazioni al Parlamento ,piuttosto di uno svegliatosi il giorno dopo la fuga di un ricercato internazionale per crimini contro l’umanità. Tutta la ricostruzione di Nordio della vicenda al Nasri suonava a dir poco pietosa. Il cavillo giuridico, il ministro che non sa, nessuno che lo informa, mentre un pendaglio da forca se ne va tranquillo allo stadio a vedersi una partita, poi lo si arresta, lo si libera, lo si rimpatria con aereo di Stato, e quando lo si accoglie al suo paesello, si sbeffeggia pure il tricolore sulla pista. E il ministro competente? Dormiva. Leggeva le carte. Le carte erano imprecise. La traduzione sbagliata. Meglio che il governo abbia orchestrato tutto, Nordio fatto il pesce in barile e al dunque si siano vergognati di dire la verità, perché, appunto, la verità su un governo che vorrebbe rinchiudere i poveracci in Albania e rimpatria i torturatori, è indicibile.
Sarebbe anche ora che i cittadini aprissero gli occhi e si chiedessero in che mani hanno messo la vita della Repubblica. Ovviamente uno può dire, scusate, se Minniti faceva gli accordi con i tuareg per fermare i clandestini, perché Piantedosi non può farli con le bande paramilitari della Tripolitania? Magari spende meno, oppure sono più controllabili, o quel che gli pare. Questa era una maggioranza che aveva promesso il blocco navale, cioè una misura di guerra, in campagna elettorale. Qualcosa si sarebbe pur dovuta inventare, al limite, o al di fuori della legalità. Sta alla magistratura accertarlo e intanto gli italiani si preparino a giudicare la loro scelta. Se ai cittadini piacciono le cose così, se i magistrati non hanno nulla o poco da dire, buon per il governo. Le tangenti per cui si è accusata un’intera classe politica il secolo scorso, potrebbero sembrare poca cosa al confronto. Quei partiti incassavano fondi privati, questi sperperano fondi pubblici.
Comunque si tratta di una vicenda del gennaio scorso, che era chiarissima, senza bisogno di ulteriori rivelazioni. Quello che invece dovrebbe preoccupare oggi è il caso della missione europea tornata con la coda fra le gambe da Bengasi. Anche qui il governo italiano è caduto dal letto. Non sono stato respinto, ha detto Piantedosi, un misunderstandìng, secondo l’anglofilo ministro Taiani. Se Nordio assume i panni di Pinocchio, i suoi colleghi si credono il gatto e la volpe, tutto il romanzo di Collodi. La linea dal governo è ancora quella di continuare a divertire il paese. Bisognerebbe che invece si iniziassero a rendere conto seriamente della situazione in Cirenaica. Haftar sta aprendo ai russi che cercano un porto nel Mediterraneo. Neanche a dirlo, c’era un sottomarino di Putin al largo della Sicilia. Non che sia una scelta felicissima quella dei russi di trasferirsi dalla Siria alla Libia, Haftar è capace di venderseli tutti il giorno dopo, resta il fatto che c’è un problema nuovo per il governo italiano. Il forte governo del sostegno decennale all’Ucraina, non si accorge dei russi arrivati sotto casa, e già viene preso a schiaffoni. Meno male che sarebbero i difensori del sovranismo nazionale, i campioni del mondo occidente. I beduini se la ridono, al Cremlino, brindano.
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