Uno dei principali capi dell’Olp, Zuhayr Mushin, nel 1977, rilasciò un’intervista al quotidiano olandese Trouw, in cui diceva che “Il popolo palestinese non esiste. La creazione di uno Stato palestinese è solamente un mezzo per continuare la nostra lotta per l’unità araba contro lo Stato d’Israele”. E spiegava, “per ragioni strategiche la Giordania, che è uno Stato sovrano con confini ben definiti, non può vantare diritti su Haifa e Jaffa mentre io, come palestinese, posso senz’altro vantare diritti su Haifa, Jaffa, Beersheva e Gerusalemme”. Mentre sul piano geopolitico Mushin aggiungeva che “nel momento in cui i nostri diritti saranno riconosciuti non attenderemo nemmeno un minuto per unire la Palestina alla Giordania“. Il motivo per il quale il regno di Giordania ancora oggi è il più preoccupato dell’evoluzione di un’opinione pubblica favorevole allo Stato palestinese. Nessuno che abbia una qualche idea delle cartine geografiche del medio oriente ignora che uno Stato palestinese non può essere contenuto semplicemente fra la striscia di Gaza e la Cisgiordania. Deve assorbire Israele come è ovvio per riunirsi e poi espandersi ulteriormente. Altrimenti la Giordania, con il triplo di territorio, avrebbe meno abitanti di quanti ne raccoglierebbe il nuovo striminzito Stato arabo. Avendo perso il conto dei rifugiati negli altri paesi limitrofi, c’è da credere che la sola Giordania non sarebbe nemmeno sufficiente per riunirli tutti. Il processo si estenderebbe al Libano e alla Siria. In teoria, il solo Egitto con i suoi cento e oltre milioni di abitanti, potrebbe sentirsi tranquillo. Sempre che non salti fuori l’idea del califfato. Agli arabi di avere uno Stato, non è mai importato un cavolo. Lo Stato è un concetto occidentale.
Oggi che anche il Canada, esperto di questioni mediorientali, come il Sudan lo è di pesca all’aringa, intenderebbe riconoscere lo Stato di Palestina, Israele farebbe bene a fare fagotto. Anche se a contrario di quanto si ascolta dai telegiornali, i canadesi sono inesperti, non scemi. II primo ministro Mark Carney e il ministro degli esteri, la signora Anita Anand, hanno chiesto lo svolgimento di elezioni generali nel 2026 e che Hamas debba essere escluso. Per il Canada lo Stato palestinese dovrebbe nascere smilitarizzato. In pratica, il Canada non sosterrà mai lo Stato palestinese, a meno di un clamoroso abbaglio. Infatti il governo canadese, come quello francese del resto, tratta con l’Anp di Abu Mazen che a Gaza non conta niente e in Cisgiordania fuori da Ramallah, altrettanto. Come la si disarma Hamas, unico partito politico esistente a Gaza riconosciuto dalla popolazione e dalle Nazioni Unite? Israele sta cercando di farlo e lo si accusa di genocidio.
Che gli Stati europei brancolino nel buio, non è una particolare novità. Nel 1973 Kissinger racconta nelle sue memorie di essersi trovato di fronte un muro. Francia, Germania, Inghilterra e Italia, volevano mollare Israele e lasciare piuttosto l’area all’Unione sovietica attraverso la guerra del Kippur. Il segretario di Stato americano cercando di capire le ragioni dei suoi alleati, si convinse che queste dipendessero dal Watergate che iniziava a scalfire il prestigio della Casa Bianca. In verità, del Watergate sapeva giusto qualcosa il governo conservatore britannico di Heat. Francesi e tedeschi credevano che l’attacco di Sadat avrebbe comportato la fine di Israele. Non volevano trovarsi con i perdenti. Nemmeno capivano che il primo a non credere nella vittoria fosse proprio il presidente egiziano. Con la sconfitta in tasca, Sadat avrebbe fatto la pace e mandato i russi a quel paese. Un grande leader arabo, che francamente oggi non si vede più da nessuna parte
Ancora peggio che l’Europa all’epoca avesse un solo statista, completamente isolato, capace di comprendere davvero cosa ci fosse in ballo, Ugo La Malfa. Eugenio Fusignani, nel suo articolo odierno, ne ricorda la frase sulla difesa dell’occidente sotto le mura di Gerusalemme. Era la polemica di La Malfa con chi voleva voltare le spalle all’ America e ad Israele in nome di una causa araba. Tutti i governi europei dunque, a cominciare da quello Rumor da cui La Malfa poi si sarebbe dimesso. La maggiore disgrazia per l’Europa è che nessun governo dispone più di un Ugo La Malfa, in Italia, poi, meglio non parlarne. Cioè, in Europa non c’è più nessuno che non ci capisca niente.
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