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Il paese insicuro

Riccardo Bruno di Riccardo Bruno
2 Agosto 2025
in L'editoriale
1
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Mai avuto un solo dubbio che il governo italiano avesse sbagliato ed in maniera clamorosa l’interpretazione della direttiva europea sui paesi sicuri, tanto che il pronunciamento della Corte di Giustizia di Bruxelles, avvenuto ieri, era dato per scontato. Ed è incredibile che vi siano ancora ministri che invece di cospargersi il capo di cenere per la figuraccia fatta, evitiamo nomi, altrimenti si crederebbe ad un intento persecutorio, insistano con arroganza in una polemica stucchevole con la magistratura. I giudici pronunziatisi sulla vicenda, a contrario del governo, rispettano la legge e chiedono venga applicata. Ci mancherebbe solo il mondo al contrario del generale Vannacci.

Se poi domani altri paesi europei si convincessero della necessità di trasferire i loro migranti in centri di contenimento extraterritoriali, quasi fossero l’America dell’11 settembre a Guantanamo, buon per il governo e male per il diritto e la giustizia. Resterà solo da capire come si voglia modificare il concetto di sicurezza di uno Stato. Egitto, Tunisia, per non dire del Sudan, del Ciad, del Mali, di mezza Africa, tutto sono fuorché sicuri. Per consentire l’obbrobrio proposto dal governo italiano in un prossimo futuro, bisognerà rinunciare del tutto al concetto di sicurezza., altro che realizzarlo. Già si dipende da personaggi come il torturatore libico al Nasri. Si inventino pure quello che gli pare, la sfrontatezza non gli manca. Fino a quel momento lamentarsi dell’invasione di campo è penoso. Per quanto possa essere difficile da ingoiare il fatto che il governo abbia buttato centinaia di milioni dei contribuenti vanamente, un comportamento più dignitoso sarebbe a questo punto obbligato.

Peggio dell’incapacità di comprendere la legge e di continuare pervicacemente la polemica contro i giudici, c’è la questione storica di un paese come l’Italia che prima di tutti ha replicato nel secolo scorso il Gulag in Libia e nella ex Jugoslavia. Il passato coloniale e quello fascista non suscitano alcuna vergogna nelle forze di maggioranza, beate loro. Eppure l’Italia fra tutti i paesi europei dovrebbe predicare l’accoglienza, dal momento che Francia, Inghilterra, Germania, Belgio hanno fatto la loro parte a riguardo accettando nei decenni un tasso di migrazione molto superiore al nostro, anche come era giusto che fosse in rapporto alla espansione coloniale raggiunta. L’Italia è stata un piccolo impero e per poco tempo, il che non è un’attenuante.

Che poi oggi ci si spaventi davanti alle proporzioni del fenomeno migratorio, che si voglia porre un limite, che si comprenda come l’integrazione sia un problema e ci si preoccupi dei respingimenti, è cosa che va da se .Purtroppo non si può ignorare il dato della sotto popolazione europea a confronto della sovra popolazione asiatica o africana. Si chieda alla Chiesa cattolica, presente in tutto il mondo in via di sviluppo di assumere una politica favorevole alla contraccezione. Sarebbe più utile un impegno diplomatico in questo senso da parte del governo, piuttosto che progettare nuovi centri di accoglienza in Albania inutilizzabili .

Infine bisogna che il governo si renda conto che ci sono i diritti dei rifugiati. Non è che solo a Gaza nel vasto mondo i bimbi muoiono e soffrono la fame. Magari. E prestate molta attenzione al dato sul tasso di incremento delle nascite in una regione in guerra, tale da sovrastare quello europeo ancora in pace. Dovrebbe esser già suonato un campanello di allarme. La minaccia che riguarda Israele circondata da una popolazione ostile capace di crescere a dismisura, è la stessa che si rivolgerà presto a noi europei. Controllarla o meno, tale minaccia, è responsabilità esclusiva della politica. Che c’entrano i magistrati.

licenxa pixabey

Tags: Albaniacorte
Riccardo Bruno

Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l'Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all'Ufficio esteri del PRI diretto dall'onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l'Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

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Comments 1

  1. Germano gabanini says:
    4 mesi ago

    Bravo
    Poi in Africa con il piano mattei
    Delocalizziamo le produzioni agricole in Africa
    Per dei sovranisti proprio il massimo
    Importare in Italia per mantenere bassi i prezzi alla produzione made in italy
    Eliminiamo le produzioni e aumentiamo le importazioni trasformiamo e vendiamo sempre più made in itaky prodotto extra UE

    Rispondi

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