Solo la Pizia di Delfi potrebbe rispondere alla domanda quale sia la politica estera del governo. Il governo stesso non ne ha la più pallida idea . E come tapino potrebbe averla. Il presidente del consiglio è volato negli Usa addirittura per l’insediamento di Trump e Trump l’ha derisa pubblicamente. Il monte Olimpo caduto in testa a Pericle, faceva meno danno. L’onorevole Meloni puntando tutto su Trump si era messa di traverso all’Europa e così ha pure perso i contatti con il vecchio continente, altro che mediazione. La politica estera del governo? Filo finlandese. Giusto la Finlandia prende sul serio il governo italiano. Questo è tanto.
Arianna Meloni ha espresso una posizione orientativa, la Russia non sta vincendo, ha detto. Se uno ascolta l’onorevole Borghi, o il ministro Cirielli che vuole Vannacci in maggioranza, crederebbe che la Russia abbia già vinto. Nel governo, come nella maggioranza, ognuno la pensa diversa. Un differenza di valutazioni di questo genere, rende impossibile una linea di politica estera la qualunque. Il quotidiano della famiglia Berlusconi, il Giornale, ha commentato la decisione presa sui generatori elettrici da dare all’Ucraina con un articolo di apprezzamento. La scelta migliore che si potesse fare. Intanto perché i missili promessi da francesi ed inglesi costano un botto, ed il governo non ci ha già più un soldo bucato, poi perché non saranno pronti prima del 2027. In questo lasso di tempo, osservava il collega del Giornale, i russi avranno spaccato il fronte, preso Kyiv e reso i missili inutili. La Russia ha già vinto. I generatori italiani terranno al caldo gli ucraini che stanno per essere fucilati dai vecchi padroni tornati al potere.
L’articolo del Giornale lascia intendere che il governo italiano sarebbe dunque rassegnato all’inevitabile sconfitta dell’Ucraina che avverrà entro un anno, senza possibilità alcuna di impedirlo. Peccato che nel 2024 l’onorevole Meloni aveva promesso anche lei batterie Himars per il 2027, e che secondo tutti i centri di monitoraggio militare internazionali, i russi non prenderebbero il Donbass prima dei prossimi vent’anni. Ecco allora che con i generatori il governo italiano ha dato un messaggio politico. Mentre Inglesi e francesi fanno sapere alla Russia che sono pronti a combattere, l’Italia che si è già arresa. Se poi il governo desse sottobanco armi all’Ucraina lo stesso, tanto meglio. Nessun paese rende davvero pubblico il suo sostegno militare ad un terzo. L’America ha sempre aiutato mezzo mondo clandestinamente. Francesi ed inglesi, lo hanno fatto ancora meglio e ovviamente più a lungo.
L’Italia, insomma, vorrebbe compiacere gli ucraini, distinguersi dagli europei, riallacciare con gli americani, accordarsi con i russi. Forse un po’ troppo per le modeste forze e capacità di questo governo. Piuttosto ci si rimetta al papa, che solo potrebbe riuscire a tanto. La politica estera del governo italiano? La scriva il Vaticano, che è meglio.
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Sarebbe opportuno prendere una posizione sulla decisione del sindaco di Venezia in merito alla moschea negata. Se come avete riportato nelle lettere pubblicate va garantita la liberta religiosa e il sindaco lo impedisce (sindaco eletto con l’appoggio del PRI ) come si puo garantire tale liberta)