Per quanto possa essere poco noto, c’è un precedente storico, quello del generale Josè Millan Astray a Salamanca. Il fondatore della Legione spagnola stupì tutto il consiglio militare dell’Alziamento usando il termine arabo “bàraka”. Astray voleva indicare Franco come comandante supremo dell’insurrezione militare e “bàraka” significa grazia, fortuna. In Marocco Franco sottoposto al fuoco nemico era stato solo sfiorato dalle pallottole che gli fischiavano intorno. Astray ne rimase orbo, monco e storpio. Ai congiurati spagnoli serviva quella stessa fortuna e Franco venne subito votato capo della rivolta militare e poi dello Stato che soppresse la Repubblica. Di “bàraka” ne ebbe a bizzeffe, quasi 40 anni di potere indiscusso.
Il termine “meraki” usato dal presidente del Consiglio, onorevole Meloni, colpisce l’attenzione per lo meno quanto quello usato da Astray. Astray si rivolse solo all’alto comando degli insorti, l’onorevole Meloni è stata invece subito ripresa dai media. L’effetto suscitato da una formula ipnotica è più difficile da riuscire ad affermare presso un grande pubblico, nonostante i singolari tentativi della stampa che leggiamo oggi, volti a favorire la trovata lessicale del presidente del Consiglio.
Da quello che si capisce, la parola “meraki” è molto impegnativa perché riguarda proprio la dedizione personale che occorre impiegare per raggiungere un obiettivo. Si tratterebbe quasi di una vocazione alla causa che nasca dalla propria stessa volontà individuale, se non addirittura dall’anima. Anche senza essere dei filologi, “meraki” sembra richiedere una qualche eccezionalità. Il termine “baraka” è invece molto più semplice e casuale presso i mussulmani. Astray lo rivolgeva ad una personalità insignificante e mediocre come quella del generale Franco, che dall’aspetto sembra più un burocrate che un militare. Ovviamente Astray aveva invece un’altissima considerazione di Franco e non credeva per niente nella fortuna, ma in un’applicazione di tenacia metodica e sanguinaria per raggiungere i propri obiettivi. L’onorevole Meloni invece appare commossa e commovente per il coinvolgimento emotivo che vuole suscitare nel paese, una scossa per fare un passo avanti. Verrebbe da credere che il presidente del consiglio nemmeno ricordasse l’esempio di Astray ma semmai quello del presidente Draghi, quando alla Bce disse, in un fluente e più comprensibile inglese, che si sarebbe fatto tutto il possibile per contrastare la crisi. Meloni ha voluto dirci che farà anche di più e questo va a suo onore, ci mancherebbe.
Temiamo purtroppo che quando gli italiani si accorgeranno che nonostante il tanto lavoro ed il fervido impegno del presidente del consiglio e del governo, alla fine di questo mese di novembre le bollette del gas sono aumentate drasticamente, non saranno molto soddisfatti. Per questo servirebbe a tutti noi e al governo soprattutto, più la semplice “baraka” che la meravigliosa “meraki”.







