Questo I Maggio, la sezione “Mario Angeloni” del Partito Repubblicano Italiano, ha aderito alla manifestazione indetta dai Radicaliperugia, al fine di riconoscere all’Ucraina lo status di paese candidato all’ingresso nell’Unione Europea e il deferimento di Vladimir Putin di fronte alla Corte Penale Internazionale, per crimini di guerra e contro l’umanità. Ad essi si è unito anche VOLT Umbria, espressione locale del partito paneuropeo VOLT Europa fondato nel 2017 al fine di reagire alla Brexit e a tutt’oggi, presente in 32 paesi dell’Europa.
Gli organizzatori, Michele Guaitini e Andrea Maori, rispettivamente segretario e tesoriere di Radicaliperugia, in un comunicato ribadiscono che “…La criminale e sanguinosa aggressione, preordinata da tempo ed eseguita con costanti falsità e inganni dal Presidente della Federazione russa Vladimir Putin, richiede una decisione immediata, forte e impegnativa da parte dell’Europa di appoggio all’Ucraina come forte segnale di una Unione europea aperta e inclusiva, fondamentale riferimento dei valori e dei diritti umani che in quanto tali sono universali. Quello che sta accadendo in Ucraina è più di una guerra: è un atto di minaccia all’Europa e alle nostre democrazie, il peggiore da 75 anni a questa parte…”.
Un iniziativa corale, dunque, che si spera abbia seguito anche altrove, resasi ancor più necessaria, visto l’atteggiamento ambiguo sull’intera vicenda da parte di varie forze politiche, personaggi pubblici e movimenti associativi, che pur invocando la pace non fanno distinzione tra aggressore ed aggredito, alimentando un fertile terreno al fine del disimpegno del nostro paese dalla lotta contro la Russia di Vladimir Putin, che da anni intesse relazioni, anche anche in Italia, con il solo scopo di gettare discredito sull’Unione Europea, minarne le istituzioni e i valori democratici e liberali su cui essa si fonda.
Sebbene tutti siano consci della necessità di riformare le istituzioni di Bruxelles, dando loro maggiori poteri in materia di politica estera e di difesa, riducendone nel contempo le funzioni burocratiche, si nota purtroppo, il crescere di un trasversale sentimento anti europeo, spesso fomentato dalla cattiva abitudine da parte di tutte le forze politiche nostrane, di attribuire all’Europa responsabilità che non ha, ad esempio in occasione dell’istituzione di ogni nuova tassa o gravame burocratico, sovente necessari per sopperire alle mancanze nazionali, in materia di riforme e contenimento della spesa pubblica clientelare e improduttiva. L’Unione Europea, ci chiede soltanto di tenere i bilanci nazionali a posto, niente di più, sarebbe bene che la fatidica frase: “Ce lo chiede l’Europa”, venisse usata da tutti con un po’ più di giudizio.






