Ci sono più di 30 guerre in atto nel mondo che non fanno alcuna notizia. Uomini, donne, bambini, muoiono nella più totale indifferenza e milioni di persone sono costrette a fuggire dalle loro abitazioni, senza poter sapere cosa ne sarà di loro.
Il Mozambico, registra uno dei conflitti più lunghi e feroci in corso in Africa. Gli scontri hanno direttamente investito Nampula, la città più grande nel paese. Solo nell’ultimo mese la crisi umanitaria è peggiorata ulteriormente e la popolazione civile fugge verso la Tanzania. Gli ultimi dati sono stati registrati tra il 20 e il 28 luglio scorso, con oltre 46.000 persone che hanno abbandonato i distretti settentrionali di Chiúre, Ancuabe e Muidumbe, nella provincia di Cabo Delgado, Gli sfollati dal 1° gennaio ad oggi dovrebbero essere centomila.
Il terrore viene diffuso dai gruppi armati affiliati allo Stato Islamico Gli estremisti decapitano coloro che gli fanno resistenza. Interi villaggi sono stati bruciati e la popolazione civile massacrata. Nessuno ha il tempo di contare i morti, non ci sono osservatori delle nazioni unite, giornalisti, ong, Le notizie arrivano a spizzichi e bocconi dalle forze governative che cercano di tenere botta. L’esercito del Rwanda, l’unico ad essere intervenuto per cercare di stabilizzare la situazione, più o meno le conferma. Ovviamente ci sono le denunce dei profughi, ma non interessano a nessuno. C’è un’agenzia delle nazioni unite nel paese che annota burocraticamente i dati.
Non che nel Sudan le cose vadano molto meglio nonostante i colloqui di pace a Doha gli scontri continuano costantemente. La guerra in Mali provocata dagli islamisti è iniziata nel 2012 e non si è mai conclusa è intervenuta anche la Francia e magari sarebbe il caso che una volta Macron facesse un rendiconto dello stato delle cose. Ovviamente era coinvolta anche la Russia ai tempi di Prigozhin, potrebbe persino essere in teroria che la Russia sia subentrata alla Francia. Semplicemente non se ne sa niente. L’Onu non si avventura in Mali, e tanto meno le ong. Figurarsi giornalisti. Né vale la pena di citare la Repubblica democratica del Congo, dove è stato assassinato un ambasciatore italiano che cercava di avere qualche notizia diretta sulla situazione. Del Congo si conosce solo il numero degli sfollati che oramai hanno raggiunto i dieci milioni. Facile farsi in corrispondenza un possibile quadro delle vittime. Alle nazioni unite, si parla mai dei Congo? Alle nazioni unite non si parla nemmeno dell’Ucraina, e si capisce. La Russia fa parte del consiglio di sicurezza, conduce un’operazione speciale, mica una guerra. Perché mai il buon Gutierres dovrebbe occuparsi dell’Ucraina? Ci pensa Trump all’Ucraina. Qualche anno fa il segretario dell’Onu ha detto, in Ucraina abbiamo fallito. Al che uno potrebbe pensare che essendo l’Onu un organismo sovranazionale dedito alla pace nel mondo, Gutierrez per lo meno si dimettesse. Invece ha sgambettato rapido nel corridoio verso il suo ufficio.
Mozambico, Sudan, Congo, Mali, Ucraina più di 4 milioni di chilometri quadrati in cui si consumano guerre che dovrebbero essere oggetto di una pressione permanente da parte di soggetti ricchi e potenti come l’Unione europea, i cui membri hanno magari svolto un ruolo in molti dei teatri interessati e mantengono attività da doversi preoccupare di monitorare la situazione, se non di offrire dei contributi per risolverla, di esercitare tutta la loro influenza. Poi ci sono anche casi umanitari. A Cuba le organizzazioni della difesa dei diritti umani lamentano le proteste di migliaia di cittadini rimasti da giorni senza luce ed acqua, persino all’Avana. Sembra di essere al crollo definitivo del modello socialista. Figurarsi se l’Onu si preoccupa di Cuba. Cento mila chilometri quadrati sono ancora troppo imbarazzanti. L’unico disastro che merita il biasimo dell’Onu è quello di Gaza, appena appena 365 chilometri quadrati in tutto, in cui sono stati scavati 500 chilometri di tunnel sotterranei che nessuno conteggia, se non quegli scimuniti degli israeliani. Gaza è l’unica piccola parte dell’Universo mondo che merita l’intervento dell’Onu, l’attenzione dell’Europa, e quando proprio non ha nulla da fare, anche della Cina, che in genere è impegnata a fornire tutta la tecnologia bellica a quei ritardati dei russi. Fra membri del Consiglio di sicurezza ci si aiuta. In fondo alle nazioni unite si è fatto un buon lavoro. Esclusa Gaza, viviamo nel migliore dei mondi possibili.
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Aggiungerei i curdi, anche loro meriterebbero uno stato,ma guai a toccare Turchie e Iran, in Siria sopravvivono ma fino a quando?