Fa un certo sgradevole effetto ascoltare il professor Revelli, ospite fisso de La vita in diretta su la Sette parlare di “aggressione americana al Vietnam”, e persino aggiungere che allora noi, italiani?, europei?, si era dalla parte dell’aggressore. Per la verità eravamo convinti che l’aggressore fosse il Vietnam del nord nei confronti del Vietnam del sud. Gli americani con il presidente Kennedy, probabilmente sin da prima, fornirono una consulenza militare ad un paese aggredito. Per carità, il Vietnam del sud era un regime corrotto non proprio un esempio democratico, non che ce ne fossero moltissimi all’epoca nel sud est asiatico. Era comunque uno Stato indipendente, che all’indomani della caduta dell’impero francese non aveva intenzione di passare sotto il dominio comunista di Hanoi ed aveva tutte le ragioni ed il diritto per evitarlo. Il torto degli Stati Uniti d’America fu quello di aumentare il suo contingente militare nell’area e di assumersi su di se l’intero peso della difesa di quella nazione. Praticamente i consiglieri divennero le truppe sudvietnamite.
Poiché il Vietnam del nord era una dittatura militare spietata, supportata dalla Cina, dalla Russia, dalla Jugoslavia di Tito, l’America scelse una strategia di guerra aperta, senza porsi limite alcuno, incluso il bombardamento di Hanoi e persino del confine cambogiano, santuario delle truppe di Ho ci min. Il punto è che in questo modo la guerra l’America la vinse. Ai negoziati di Parigi il Vietnam del nord riconobbe il diritto all’indipendenza del Vietnam del sud. Fu il caso Watergate a riaprire le sorti di quel conflitto, la debolezza dell’amministrazione americana indusse i nordvietnamiti a violare gli accordi quando oramai il congresso statunitense aveva bloccato i finanziamenti nell’area. La nuova amministrazione statunitense accettò lo stato di fatto, anche per la ragione che gli europei, gli italiani, parte importante della stessa popolazione statunitense si era pronunciata contro la guerra. Cosa ci importava a noi occidentali delle sorti del popolo sud vietnamita, dei montagnard, dei cambogiani? Cosa ci importa oggi degli ucraini?
Il Vietnam del sud scomparve dalle mappe geografiche e con lui gran parte delle popolazioni che si erano opposte ai comunisti di Hanoi, come poi ai Khmer rossi. Iniziò una tragedia le cui dimensioni portarono al fenomeno dei “boat people”, davanti alla quale, un antiamericano della prima ora, Jean Paul Sartre, disse di aver sbagliato valutazione, che non aveva compreso la tragicità della situazione. Fu il momento del mea culpa occidentale dei tanti intellettuali che erano stati fermamente pacifisti. Il professor Revelli non ricorda? Peccato. Eppure è per evitare quello stesso errore che sull’Ucraina mettiamo tanta tigna. Uno sterminio in quella Regione è bastato ed avanzato, per lo meno dal nostro punto di vista.








Ricostruzione perfetta l’aggressore comunista del nord fece il paio con l’aggressione comunista della corea del ñord alla corea del sud. La nuova dittatura comunista cinese di mao si voleva creare attorno a se jna corona di stati cuscinetto comunisti. Ma c’è una conseguenza ancora più grave che in occidente è stato tacitato . Dopo la uscita degli usa dalla guerra in vietnam lo stesso unito e forte di un esercito fortemente militarista su istigazione della cina comunista attaccò la cambogia di pol pot sanguinario dittatore e che non ubbidiva alle direttive maoiste. Così scoppio’ una guerra che durò per un po’ di tempo con il silenzio del mondo occidentale pol pot fu sconfitto con l’aiuto militare cinese. Nel frattempo il vietnam affamato si industrializzo con l’aiuto occidentale. I danni fatto dai comunisti nel mondo sono stati enormi.