Il bombardamento statunitense dei siti nucleari iraniani avvenuto nella notte del 21 giugno è un chiaro segnale a Putin ed eventualmente al presidente cinese Xi. Putin non ha compreso come sia stato possibile che il dicembre scorso venisse spazzato via il regime siriano, per il quale la Russia si era operata con tanta determinazione durante le primavere arabe. Non solo la Siria è stata nel secolo scorso la principale base di influenza sovietica in medio oriente, soprattutto si è rivelata in questo millennio la piattaforma per lanciare un’opzione russa sull’Africa, il miglior successo putiniano, disperso con la guerra in Ucraina. Il suo principale stratega Prigozhin si è ribellato al Cremlino ed è stato eliminato.
Con l’incoscienza di un ubriaco il presidente Putin e con lui bisogna aggiungere, buona parte dell’opinione pubblica occidentale, si è lasciato distrarre dalle smargiassate di Trump senza vedere gli atti concreti della sua amministrazione. Il bombardamento degli Huti in Yemen, ad inizio mandato e lo spostamento di uomini e mezzi a rinforzo delle truppe Usa nelle Filippine e nella Corea del nord. Appena è iniziata l’operazione israeliana a Gaza ed in Libano, l’America ha fatto spostare la portaerei Truman e considerando anche la penetrazione di forze nucleari americane in Finlandia, tutta la Russia si è ritrovata circondata. L’America disponesse anche del Canada e della Groenlandia, non ci sarebbe partita nell’Artico.
Israele è entrata in scena smantellando le reti terroristiche di Hamas e di Hezbollah e quindi sollevando le proteste dei paesi europei, a fronte di uno straordinario silenzio da parte di quelli arabi. Gli emiri a Trump in visita nel Golfo, non hanno chiesto di fermare i crimini di Israele. I crimini di Israele sono la propaganda spudorata degli amici dell’Iran che sono tanti a cominciare dall’Italia. Ieri si è tenuta con straordinario tempismo una manifestazione contro i rapporti di cooperazione fra Israele e l’Italia, che sarebbe interessante sapere in cosa consistono. Conosciamo invece benissimo quali e quante aziende italiane collaborino con l’Iran ed in primis sull’energia. Avrete notato che il ministero degli Esteri italiano sta evacuando i nostri connazionali dall’Iran, non da Israele. Cosa ci fanno tanti italiani in Iran?
L’Iran invece di recepire i segnali ed invitare le sue organizzazioni paramilitari alla calma, l’Iran è in grado di far rilasciare gli ostaggi israeliani, ha alzato il tiro. Eppure il colpo subito in Siria aveva dimostrato la vulnerabilità delle milizie iraniane e l’incapacità della Russia di saper intervenire bloccata com’è dal disastro in Ucraina. Quando Israele intrappolò la terza armata egiziana nella guerra del Kippur, i russi avevano pronto un ponte aereo, le minacce agli Stati Uniti, la diplomazia parallela, le lettere di Breznev a Nixon, un’armata di invasione, tutto il repertorio. Quella era ancora una potenza militare e diplomatica di cui Putin è solo la caricatura sanguinosa.
L’attacco dei B2 statunitensi alle strutture nucleari iraniane, non è detto che fosse necessario.. Non si sa nemmeno se davvero l’Iran sia ancora in grado di costruire l’atomica dopo i trecento bombardamenti israeliani andati a segno. L’America ha fatto invece sapere chiaramente di restare il cuore dell’occidente e del mondo libero che non consente ulteriori minacce e prese in giro da parte delle dittature, quali caratteristiche abbia la sua presidenza.
Russia e Cina ci pensino. Le difese aeree dell’Iran sono quelle sovietiche piegate in una notte. Le difese occidentali meno avanzate sono quelle che consentono all’Ucraina di resistere. Questo nostro mondo è ancora quello di Yalta, dove l’Ucraina ha la disgrazia di trovarsi dall’altra parte della linea blu tracciata da Stalin. Eppure questo è un mondo che andato parecchio avanti. I nuovi B 2 ancora non avevano mai condotto fino a questa notte un’azione di guerra. Nemmeno si vedono arrivare.
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