Nel suo intervento all’ XI congresso del Pri della Puglia, Corrado Saponaro ha ricordato come il Partito repubblicano “assomigli ad un fiume carsico che riemerge dopo essere rimasto nascosto per anni e questo è qualcosa che riguarda la storia del partito ma anche l’esperienza personale di ciascuno di noi. Solo pochi giorni fa con l’amico Giovanni Antonino siamo andati a inaugurare la sezione di Cellino San Marco che dopo vent’anni si è ricostituita con successo”. Saponaro ha ringraziato gli amici di Taranto per il loro impegno che è stato sempre generoso e ha riportato in vita la loro federazione.
“Noi usciamo da una sconfitta referendaria, ha detto Saponaro, dove pure abbiamo convintamente deciso di votare Sì e chiesto di votare Sì, perché con la separazione delle carriere si sarebbe completato l’articolo 113 della costituzione e realizzato pienamente la riforma Vassalli. Ho girato l’Italia in lungo ed in largo, per quella che era una battaglia di civiltà giuridica, che un partito come il nostro non poteva risparmiarsi e mi sono accorto di dichiarazioni, a destra e a sinistra, fossero dirigenti di partito o magistrati, che sembravano di chi al bar per l’aperitivo esagera con gli spritz e i campari. Un segnale molto negativo della condizione del paese durante il referendum che è apparso incapace di fare una valutazione oggettiva dei problemi che deve affrontare. Eppure vi è anche un elemento positivo da cogliere, quello dalla partecipazione giovanile che è stata del 68 per cento. Indipendentemente dalle idee che possano avere i giovani, la cosa più importante per il Paese è il loro impegno nella vita politica. Sarebbe tragico per le prospettive democratiche dell’Italia che se ne allontanassero. Molti, troppi giovani si sono già allontanati fisicamente, non sol dal sud, come è sempre stato dal secondo dopoguerra, ma dagli stessi confini nazionali. Una priorità della politica nazionale per il partito della Giovine Italia è il loro ritorno. Un paese che perde i suoi giovani come l’Italia li sta perdendo, è un paese destinato a morire o a tradursi in un’esperienza coloniale”.
Il partito repubblicano ha detto Saponaro, “è un partito di proposta, non di propaganda. Analizziamo le questioni nazionali e diciamo quello che pensiamo si debba fare, senza pregiudizi, per risolvere le difficoltà. La classe dirigente che uscirà dal congresso deve rivolgersi al territorio per promuovere la linea politica che si è data il partito e questo non basta più. Deve anche essere la sentinella della spesa pubblica a cominciare dal proprio comune di appartenenza. Noi possiamo apprezzare il ministro Giorgetti per i suoi sforzi volti al contenimento del debito pubblico, ma se il debito pubblico statunitense passasse dal 4 al cinque per cento, cosa che alcuni analisti prevedono continuando questo andazzo, ci troveremmo in una condizione insostenibile per l’esposizione debitoria raggiunta dall’Italia. Cioè, noi avremmo dovuto fin dall’inizio di questa legislatura, preoccuparci della riduzione del debito e del taglio della spesa, come ci saremmo dovuti preoccupare di una maggiore crescita economica, completamente assente. Nel caso di una tempesta finanziaria, davanti alla quale la BCE sarebbe costretta ad alzare i tassi, e l’inflazione tornasse a galoppare, l’Italia, che già paga novanta miliardi sul debito, si troverebbe in una situazione catastrofica.
Anche per questo avremmo voluto che si fosse già risolta la vicenda dell’Ilva di Taranto che è particolarmente dolorosa per la vita di tante famiglie. Landini propone l’acquisizione da parte dello Stato, come è stato fatto per l’Alitalia. Non si ricorda quanto è costata l’Alitalia. Sull’Ilva lo Stato deve stabilire un percorso di legalità e cercare un partner privato se vuole essere competitivo. Il rischio è di fare un buco nell’acqua, come si sta facendo sull’energia. Noi siamo un partito che sostiene, soprattutto a Ravenna, la necessità di attivare le trivelle nell’Adriatico, anche perché altrimenti il gas depositato, se lo prende tutta la Croazia. Qui in Puglia ci siamo battuti invece per il Tap ed i rigassificatori, che il governo Conte aveva bocciato e li aveva bocciati insieme ad Emiliano. Ci è voluto il governo Draghi per realizzare il Tap, grazie al quale l’Italia può contare sull’undici per cento del fabbisogno energetico a costi invariati”.
Quale sarà il peso della situazione in medio oriente è presto per capirlo. “Quello che il partito repubblicano non può accettare è il ritorno alla legge del più forte, un Tump che compete con Putin alla destabilizzazione del mondo occidentale”. Una parte sempre più ampia della società americana appare preoccupata, in parte perché ha eletto Trump per fermare le guerre e non farne di nuove, in parte, perché il presidente americano forza il dettato costituzionale e si sono visti i rapporti fra la Casa Bianca e l’Alta Corte. “Noi, ha detto Saponaro, siamo per storia il partito più atlantista di chiunque altro e condividiamo le apprensioni del popolo americano nei confronti della sua presidenza e la necessità di rafforzarne i contrappesi, magari già dalle prossime elezioni di mid term, come sarebbe il caso di augurarsi”.







