Il Putin che rimpiange il calore umano di Berlusconi e magari la risata di Chirac, per non dire della bonomia di Helmuth Khol, il cancelliere che gli tolse l’ufficietto di polizia a Berlino est, confessa di non essere mai voluto diventare una minaccia per l’occidente, che mai gli è passato per la testa. Piuttosto vorrebbe venir ricevuto in una sala fa the e non capisce, il tapino, perché mai ce l’abbiano con lui solo perché vuole annettersi l’Ucraina. Un vero dramma. Da quando è che all’Occidente ha fregato qualcosa dell’Ucraina? L’Ucraina è più indispensabile a Putin di quanto lo fosse a Stalin. Serve Odessa per estendersi nel Mediterraneo e rifornire con continuità le truppe dislocate in Congo e nel Sahel, in Mali, e persino a Bengasi, dal bravo e fedele Prigozhin. Lo ricordate Prigozhin, il braccio destro di Putin? La strategia era quella di avvicinarsi a Suez come ai bei tempi di Nasser, quando la Russia contava di arrivare dritta all’Oceano indiano. Putin che blatera di “nuovo ordine globale”, dice che è ora di superare finalmente Jalta che la Russia è pronta ad espandersi ,ma a sud, nel terzo mondo che già i contadini ucraini sono troppo tecnologizzati. Del resto cosa se ne farebbe mai la Russia della Polonia, o della Repubblica Ceca? L’Ungheria è più allineata oggi di ieri. La Russia vuole il cobalto e l’oro che si stanno arraffando indisturbati i cinesi nel continente africano e poter approdare direttamente ad un paese in continua crescita economica come l’India. Ogni qual volta la Russia ha provato a raggiungere via terra l’India, è stato un disastro e la via mare dal sud est asiatico gliela hanno subito bloccata.
Anche solo rimproverare come pure qualche giornale prestigioso ha fatto, Angela Merkel di non aver consentito l’ingresso dell’Ucraina nella Nato nel 2008, è cosa priva di senso. Sarebbe come pretendere di condannare Obama per non aver impedito l’aggressione russa alla Crimea del 2014, impresa per cui il caloroso amico Berlusconi stappava champagne. Quel mondo del post guerra fredda guardava a Putin con simpatia, lo stesso Bush junior non sapeva al solito di cosa parlasse quando scoprì che esisteva l’Ucraina. Biden ancora nel 2021 aveva consigliato a Zelensky di scappare, mica di combattere. Per quel mondo l’Ucraina era giusto una propaggine russa e la rivoluzione arancione un caso bizzarro della storia. Insomma, l’Ucraina era Russia, cosa poteva essere altrimenti?
Il povero Putin ha fatto la storia senza sapere che storia facesse. Solo grazie alla sua pervicacia criminale oggi l’Ucraina esiste eccome. il Finantial Times ieri scriveva che Trump ha intenzione di continuare a sostenerla, che il suo inviato Kellog ha riscoperto la vena antibolscevica della giovinezza. In questi giorni al Pentagono ricordano Kennedy quando si rivolse ad uno scienziato nazista pur di battere i russi nella corsa nello spazio. Von Braun era una SS vera, mica di fantasia. Poi l’America va sempre capita. Non ama tutte queste bombe sulla cittadinanza, agitare il fantasma nord coreano, riesumare quello iraniano, un nemico mortale con cui Trump vuole regolare i conti una volta per tutte ed ha iniziato in Siria. Solo un odio profondo, un disprezzo sanguinario della vita umana può portare ad una condotta bellica come quella a cui si è assistito in questi due anni , dove sono stati colpiti senza motivo alcuno, teatri, ospedali pediatrici, case per anziani. Altro che incontro di Putin con Trump, un uomo pacifico come Trump è già sconvolto.
Con un originale interpretazione della politica, Putin ritiene dopo tanto orrore di poter ripresentarsi al tavolo della pace, quasi vi fosse qualcuno ansioso di riaprirlo per lui. Trapela la nostalgia di quando godeva di un credito universale. Ora torreggia l’ambizione di dettare regole e condizioni ad est e ad ovest, e pure ha appena perso la Siria, il Mali, l Sahel. e senza nemmeno aver preso Odessa. Che razza di superpotenza quella di Putin. Tale è l’arroganza da non considerare rilevante la permanenza delle truppe ucraine nel Kursk. Aveva detto che le avrebbe spazzate via entro agosto, poi entro ottobre, adesso semplicemente che non sa più darci una qualche data. I suoi stessi soldati oramai trovano il coraggio di scrivere sui blog militari che è l’unico comandante in capo ad aver invaso un altro paese per perdere il suo.
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