Il tempo sufficiente ad allineare un missile balistico di Pyongyang e fargli raggiungere la velocità di crociera, basterebbe alla flotta americana per cancellare la Corea del Nord dalle mappe. Se Kim Jong un volesse impressionare l’occidente dovrebbe iscriversi ad una bocciofila, potrebbe ottenere migliori risultati, invece di ostentare prove muscolari all’avanguardia negli anni ’50 del secolo scorso. La Corea del nord è con l’Iran uno dei principali fornitori di armi dell’esercito russo, da qui si comprendono facilmente i successi conseguiti da Mosca sul campo di battaglia in Ucraina, tali che dopo due anni il Cremlino ha fatto sapere di aver conquistato la rinomata cittadina di Merenka, dopo Bakmuth. Un excursus topografico di questa rilevanza, è stato pagato ad un prezzo altissimo. Negli ultimi giorni in cui i russi hanno lanciato centinaia di missili e spedito decime di migliaia di soldati all’assalto, tale è stata la potenza si fuoco dimostrata che Zelenskj ha deciso di festeggiare in anticipo rispetto al calendario cirillico, e illuminato l’alberello in piazza a Kyiv. Mosca ha perso in tre giorni quattro dei suoi caccia bombardieri più avanzati, i Su 24, abbattuti dai Patriot, per cui non c’era rischio di vedersi rovinati il natale.
L’armata convenzionale russa è andata incontro al più grande disastro militare di tutta la sua storia, tanto più grave perché consumato contro una nazione priva di qualsiasi tradizione bellica indipendente, i feroci cosacchi del Don combattevano per lo Zar o formavano raggruppamenti isolati, il più celebre, quello del nazionalista, Petjura nel 1918 si liquefece solo all’approssimarsi dell’armata Rossa al Dnepr. Ora l’Ucraina grazia a Putin dispone di un esercito, tanto da credere che lo stato dell’arsenale non convenzionale di Putin, potrebbe essere persino in condizioni peggiori di quello di Kim. I russi non spendono abbastanza per aggiornarlo ed in più genericamente, rubano sui bilanci stessi. Il principale motivo per cui Mosca non abbia ancora fatto la fine della Belgrado di Milosevic, si deve al senso di responsabilità delle democrazie nei confronti del popolo russo, una vittima innocente. Il popolo tedesco era complice del nazismo perché disponeva della sufficiente libertà e di una erudizione tale per valutarlo pienamente e lo sostenne. I russi sono sottomessi al governi dal tempo degli zar e davvero poca strada hanno compiuto quanto all’emancipazione dai Romanov a Putin. Al contrario erano preferibili i Romanov. Cosa fece precipitare i Romanov? Una guerra di trincea contro i loro cugini tedeschi di cui non si vedeva né la fine, nè il costrutto. Quella guerra durò tre anni, poi venne giù lo zarismo, per cui Putin farebbe meglio a contare i giorni. È vero che egli dispone di una struttura dI sicurezza di duecentomila membri, tale da far impallidire le misure prese da Stalin, ma è anche vero che Stalin era più duttile di Putin, attaccata la Finlandia ed avendole prese, si ritirò in buon ordine non si mise a combattere inutilmente sui ghiacci, Stalin in confronto a Putin era uomo di buon senso.
In questi giorni in occidente si è temuto per la vita di Navalny, il terribile oppositore del regime putiniano non si sapeva più dove fosse. Tanto sconfinata è la Russia ed efficiente la macchina burocratica che trasferito in una prigione dell’Artico, se ne erano perse le tracce. Poi Navalny è ricomparso e assicurato di star bene di non preoccuparci. Infatti bisogna preoccuparsi per Putin e per i suoi accoliti che muoiono come mosche, è morto persino Prigozhin. Navalny, chiuso in carcere, è l’unico russo con davanti un futuro.







