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L’Occidente sconosciuto

Riccardo Bruno di Riccardo Bruno
11 Dicembre 2024
in L'editoriale
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Giornali nazionali che si rivolgono a milioni di lettori hanno responsabilità superiori a quelle dei quotidiani di partito che principalmente parlano alla loro comunità. Anche se un grande quotidiano deve preoccuparsi di vendere compie, dispone comunque di risorse aggiuntive da parte dello Stato tali da consentirgli una qualche preoccupazione di oggettività, altrimenti avremmo tolto i finanziamenti alla stampa di partito che dichiarava di esserlo, per concederne ad un’altra che si traveste da indipendente. Scrivere che possa essere stato un calcolo quello di Putin di lasciare la Siria a se stessa, è argomento indegno di un grande quotidiano. Putin avrebbe potuto lasciarla allora nel 2013 e non si capisce perché anche in questa occasione abbia subito alzato i suoi caccia contro i ribelli. A parte la base area, nessuno l’ha mia vista, ma ci è stata vantata come una meraviglia d’avanguardia bellica per anni, Putin ha in Siria l’unico sbocco nel mediterraneo che adesso deve trattare con non si sa chi per mantenere. Se è vero che Erdogan chiudendo lo stretto dei Dardanelli ha messo in grave difficoltà i russi per quello che riguarda i contatti con Tartus, è un errore dire, o forse un depistamento, che Tartus a questo punto non serva più niente. Infatti le si possono fare avere comunque rifornimenti con un giro più lungo, dal mare del nord, esattamente come si è fatto in questi ultimi mesi per poter poi distribuire risorse a tutte le strutture operative russe in Africa. Non c’è dubbio alcuno che la Russia sia in grado di fare un simile lavoro anche senza Tartus, ma evidentemente se dal 1970 si è tenuta quella base e la si è potenziata, un senso deve esserci pure e certo non contempla un negoziato con chi ha rovesciato un dittatore rifugiatosi a Mosca.

In un contesto di falsificazione specializzata e quasi ridicola, c’è chi più sobriamente lamenta le indecisioni della presidenza americana designata, dimenticando che non è ancora in carica. Se Trump vuole tenersi fuori dal nuovo contesto siriano avrà delle ragioni. In ogni caso, la presidenza Obama a suo tempo non dichiarò di volersi estraniare del tutto dall’intero medio oriente e pure lo fece dopo la morte dell’ambasciatore Stevens. Quello in effetti fu un contesto indegno degli Stati Uniti d’America eppure nessuno editorialista nostrano ha criticato Obama. Più probabile che Trump abbia solo voluto mostrare la sua estraneità agli eventi in corso dal momento che l’Iran ha accusato direttamente gli Stati Uniti. Trump vuole essere libero di valutare la situazione in Iran. Fu la sua presidenza a fermare l’intesa sul nucleare ed oggi il nucleare iraniano potrebbe diventare uno strumento di trattativa, dal momento che in Siria si è verificato un accordo inedito e a sorpresa fra Turchia ed Israele.

Che la Turchia sia la vera protagonista dell’area lo si è capito quando Erdogan ha mandato truppe su Aleppo e questo prima della rivolta siriana in quanto tale. Bisogna poi sempre ricordarsi che quella che gli inglesi chiamavano Palestina, per i Turchi era la grande Siria, di dominio ottomano. Allora gli inglesi fecero un autentico capolavoro bellico strategico. la rivolta araba per arrivare ad una nuova ridefinizione dell’area attraverso gli accordi Sykes Picot. Si può dire che la Turchia tempo cento anni abbia imparato la lezione, la Russia no. La Russia è rimasta al tempo in cui con lo scudiscio e un paio di stivali si credeva di poter dominare il mondo.

Per carità, si può essere benissimo paranoici come il brillante scrittore Michelle Houellebecq, convinto che l’occidente si suicidi piegandosi all’Islam. non fosse che l’occidente non era ebraico cristiano, era greco romano. Hegel descriveva Gesù che cavalcava un asinello come un presagio della fine della civiltà occidentale apparso mille ottocento anni prima. Ovviamente il giovane Hegel non prendeva nemmeno in considerazione gli Stati Uniti d’America, appena costituitesi, come parte dell’occidente. In America oggi l’islam è una religione diffusissima. Fortuna vuole che l’occidente non si caratterizzi attraverso un credo religioso, ma attraverso una politica che da dopo Hegel è stata quella dell’espansione della democrazia, rispetto chi la rifiutava, quelli che agitavano lo scudiscio per l’ appunto.

Imperial Museum War, copyrght scaduto

Riccardo Bruno

Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l'Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all'Ufficio esteri del PRI diretto dall'onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l'Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

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