La collera della guida suprema dell’Iran Khamenei contro gli Stati Uniti e Israele, accusati di essere responsabili del crollo del regime siriano, ha il pregio di rendere chiara la mappa mediorientale. Anche non disponendo di elementi certi sulle dinamiche degli eventi, i beneficiari sono Israele e la Turchia, ovvero il principale alleato degli Usa nella Regione, e il paese Nato che tiene nel mirino la Russia dal 1962. Tanto per spiegarlo ad un microcefalo come Medvedev. La Nato non ha bisogno di mettere armi atomiche in Ucraina, poteva metterle in Turchia, così come ora potrebbe metterle in Polonia e persino, grazie alla politica lungimirante della Russia, in Finlandia.
La flotta alla deriva, i soldati costretti a ritirarsi, l’umiliazione di aver perso il controllo su un paese che tenevano da 50 anni., questo il bilancio che trae la Russia. Ovvio che non c’erano ventimila soldati russi in Siria e neanche un solo carro armato. Altrimenti i ribelli non avrebbero preso Damasco in un tempo in cui i russi non sono riusciti nemmeno a prendere Mariupol. L’Iran ha perso quello che era, in una forma laica, il suo avamposto nel mondo arabo.. La Russia ha perso l’intero contatto con il continente africano. In queste ore la Wagner o l’Africa Korps. come è stata ribattezzata in onore al bolscevismo bruno di sapore hitleriano, è isolata, tanto da aver subito una sconfitta dietro l’altra nel Sahel ed anche sta ritornando in patria. Putin convincerà Haftar a impiantare delle basi in Libia? Buona fortuna. Haftar è pienamente libero nelle sue decisioni e potrebbe cambiare bandiera rapidamente. In ogni caso Putin si troverebbe in una situazione molto diversa rispetto alla Siria, quella dell’ospite invece del padrone. La Cirenaica ha il petrolio che mancava agli Assad.
L’America ha visto finalmente compiersi la fine dell’egemonia russa nel medio oriente. Negli anni settanta del secolo scorso si era spostato l’Egitto, e questo fu un colpo tremendo, poi è caduto Saddam, infine l’ultimo pan nazionalista arabo, Assad. Oggi la caduta di Assad ha reciso anche ii margini di operazione iraniani. C’è un rischio di recrudescenza del terrorismo islamista? Si, ma contenuto. Il principale agente terrorista nell’area era dopo il sette ottobre proprio l’Iran attraverso Hamas e questa è stata praticamente sradicata nella battaglia per Gaza. Si possono imporre i famosi “due Stati”, costruendo quello cosiddetto “palestinese”, quasi la Giordania non lo fosse? Difficile che questa possa essere una priorità per Trump, ma in linea di massima, se può servire alla distensione, un’ amministrazione indipendente con Il novantenne Abu Mazen a guidare la transizione, si potrebbe anche avviare. Israele ha pacificato il Golan, debellato Hezbollah, mostrato tutta la sua forza a Gaza, non le è mai mancata generosità verso i vicini arabi quando non è minacciata. Quello che davvero conta è tagliare le unghie all’Iran. Khamenei è scattato come una biscia perché si sente direttamente nel mirino. Qui l’America di Trump non avrà molti dubbi. Se l’Iran vuole riprendere un percorso nucleare deve mollare i mullah e tornare a miti consigli. Altrimenti l’Iran pagherà un prezzo carissimo. L’Iran è stato il principale alleato americano fino alla Rivoluzione e averlo perso fu per l’America uno schiaffo feroce in pieno volto . Portarlo domani anche solo alla neutralizzazione sarebbe un grande successo ed un ulteriore smacco per Putin che vive di cianfrusaglie belliche iraniane.
Poi bisogna riconoscere comunque che il Cremlino mostra uno stoicismo ammirevole, degno della grande scuola zarista. Quando ad Alessandro riferirono che durante la ritirata di Mosca un’avanguardia di 500 cacciatori a cavallo della divisione di Oudinot aveva lasciato sul terremo settemila russi dei nove mila che Kutuzov gli aveva mandato a sbarrargli la strada, disse semplicemente, “a si ,Kutuzov”. Putin ha perso l’Africa, ha perso la Siria, potrebbe perdere anche Teheran. In compenso ha conquistato la ridente cittadina di Vulhedar 5 chilometri quadrati, oramai ridotti in macerie e dei 14 mila abitanti, ne sono rimasti meno di cento. Questo il genio geopolitico di Putin. Per cui si capisce che Trump preferisca occuparsi della Cina ed abbia detto a Macron e agli europei di pensarci loro ai russi.
Georg Washington Masonic National Memorial





