La sospensione del memorandum Italia Israele, che prevede collaborazione militare e di intelligence fra i due Stati, non rappresenta un grande problema per Netanyahu. Lo Stato ebraico non solo è tecnologicamente più avanti negli armamenti. Dispone di un esercito combattente mobilitato quasi in modo permanente che in Italia ci si sogna. Per non parlare di servizi come lo Shin bet ed il Mossad che per quanto arrugginiti, sono pur sempre capaci di farti saltare per aria mentre usi il tuo cellulare.
Ad esser pignoli è stata penalizzata la difesa italiana e non importa. L’Italia ricava il prestigio morale di aver interrotto la collaborazione con un governo genocida, guerrafondaio e razzista come quello religioso insediatosi a Gerusalemme. Una bella carta di credito da sventolare ai giovani scesi in piazza per settimane a sostegno di Gaza, o a quelli che stanno allestendo una nuova flottiglia. Finalmente il governo italiano si è mosso nella direzione giusta, basta commistioni con lo Stato ebraico. Ad Atreju era persino arrivato Abu Mazen, una ventata di freschezza.
Un piccolissimo passo, magari tardivo, potrebbe rivelarsi sufficiente ad apire un processo rigenerante. I profughi islamici che si rivolgeranno all’Italia dovranno essere soccorsi ed accuditi. Non più quei penosi trasferimenti in Albania. Anche perché, è fin troppo evidente, che le politiche di respingimento, le barriere fantascientifiche, il famoso blocco navale, sono fallite miseramente. Ci vorrebbe un Orban, per realizzarle e il premier ungherese è già finito nel dimenticatoio. Un relitto della reazione internazionale..
Il governo italiano è apostolico, cattolico, romano, vuole che i suoi vescovi possano celebrare la Pasqua a Betlemme o dove pare loro. Se gli israeliani si togliessero dai piedi, finalmente cristiani e mussulmani potrebbero convivere pacificamente in Palestina, come vorrebbe il cardinale Pizzaballa. La difesa del pontefice da parte del governo, è la testimonianza della scelta della pace, contro quel pazzo farneticante del presidente statunitense che vorrebbe trascinare il mondo in una guerra infinita contro l’Iran. Anche i preti iraniani, godono del diritto internazionale. Lo si rispetti. Mica preparano l’arma atomica.
Vero che il governo ancora sostiene l’ebreo Zelensky, però lo fa con cautela. Il presidente del Consiglio italiano è stato chiaro a proposito, sanzioni alla Russia, sì, schierare le truppe, mai. Ancora quattro anni e Putin si stuferà di una guerra senza risultati. La sua economia va male e a quel punto gli si potrà ricomprare volentieri il gas, come vogliono Salvini e l’amministratore dell’Eni, Descalzi. Amici con Mosca come prima. Nel frattempo sospendiamo il patto di stabilità, congeliamo il prezzo del gas e già che ci siamo, facciamo il salario minimo, il reddito di cittadinanza, chiediamo a Landini un paio di consigli utili.
Il presidente statunitense l’ha presa male, sia per le basi italiane negate ai suoi aerei, sia per il rifiuto dr inviare una flotta a Hormutz. Si attacchi. il governo Meloni non è mica una replica del governo Goria. A ottobre ci saranno le elezioni di metà mandato, i democratici le vinceranno e finalmente la presidenza di quel pallone gonfiato di Trump, sarà messa sotto tutela dal Congresso. Meloni rimpiange il buon Biden con cui andava d’accordissimo, tanto che persino l’onorevole Schlein, mica Donzelli, ha solidarizzato. Non è ammissibile, ha detto Elly, che un presidente americano aggredisca il capo del governo italiano. E ha ragione da vendere. Non è mai successo, ha aggiunto e qui dispiace, ha torto. C’è un precedente eccome. Quello di Roosevelt, con Mussolini.
Galleria della presidenza del Consiglio dei ministri






