L’unico vero successo ottenuto da Putin è quello della longevità, un successo straordinario. Grazie ad una struttura di sicurezza personale che nemmeno Stalin era riuscito a impiantare nel suo regno del terrore, Putin è da 25 anni al potere. Duecentomila persone al servizio permanente che negli ultimi mille giorni sono riuscite prima a liquidare l’opposizione interna, si trovavano cadaveri di oligarchi con famiglie al seguito fatti a pezzi financo nelle loro lussuose ville in Spagna, poi a eliminare quella esterna, il povero Navalny assassinato in un Gulag, infine persino i suoi diretti collaboratori, il capo della Wagner, Prigozhin, che stufo del disastro in Ucraina aveva provato a rovesciare il governo.
Questa polizia formidabile che ha saputo mettere al sicuro il tiranno non è in grado di proteggere i suoi sudditi. La stessa credibilità di un regime che minaccia il mondo intero, un giorno si e l’altro pure, quando poi il capo della difesa atomica, il generale Kirillov, salta per aria sotto casa sua a Mosca, appare piuttosto scarsa. Israele, zitta, zitta, ha bombardato le basi russe evacuate in Siria. I russi faranno meglio a trovarsi qualche altro posto dove alloggiare. Al Cremlino si saranno pur resi conto che i centoottanta villaggi in macerie conquistati, dopo due anni di bombardamenti nel Donbass, non valgono una base navale, l’unica che avevano da più di 50 anni, sul Mediterraneo. Da notare che il bombardamento israeliano su Tartus ha provocato un terremoto di magnitudo tre, avvertito sino in Turchia. Può darsi che si tratti delle quantità di esplosivo lasciate dai russi ad ampliare il botto. Altrimenti Israele ha tastato il missile statunitense Dark Eagle, l’ultima novità balistica in produzione. Mentre Putin vagheggia chissà quali armi micidiali, l’America ne ha già pronta una che sta distruggendo i siti russi abbandonati. Per distruggere Mosca non c0è bisogno di usare l’atomica. Per distruggere Washington, New York, Londra, Berlino, Varsavia, Parigi, Ottawa, Sidney, non basterebbe usarla.
Putin può starnazzare fin che gli pare e per carità fa anche la sua impressione, per lo meno il cantante Pupo è entusiasta. Il suo ricatto invece si sta velocemente sgonfiando. Persa la Siria senza aver preso l’Ucraina, uno scantinato praticamente, con l’Iran sotto scacco, la Cina stizzita, i nord coreani ammazzati per errore dai russi, Putin farebbe meglio a piantarla li e precipitarsi nelle braccia di Trump. Nessuno al mondo è stato più amico della Russia dell’America, da quando la Relief Administration del futuro presidente Hoover voleva dare duecento milioni di dollari a Lenin. Quello li rifiutò stizzito in odio al capitalismo. Meglio far morire di fame gli ucraini piuttosto. Gli americani allora pensarono che la Russia fosse talmente prospera da non aver bisogno di aiuti,. Ancora quando Hitler ruppe il patto con Stalin e attaccò l’Unione sovietica, l’America avrebbe potuto lasciare finire il lavoro ai nazisti, dal momento che Germania e Russia erano state alleate. Invece via ad armi e munizioni alla Russia. A Yalta, Stalin ebbe il monopolio di tutto quello che Hitler gli aveva tolto, persino la Polonia si prese Stalin, gli fu lasciata mezza Berlino. Vuoi anche la Bessarabia?, nemmeno Pietro il Grande aveva mai rivendicato la Bessarabia, prenditi la Bessarabia. Ecco l’America con la Russia. Anche adesso, Trunp vuole mettere d’accordo Zelensky e Putin convinto che in fondo si tratti di un litigio nello stesso popolo. Se Putin ha ancora un minimo di raziocinio, gli converrebbe lasciarglielo credere. Forse, ha ancora un sottile margine di tempo e accettare di ridimensionarsi..
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