Oggi che Aristide Gunnella a 93 anni ha lasciato questa terra, ci avrebbe fatto piacere recarci dal nostro amico Marco Pannella per dirgli, vedi caro Marco, Aristide è morto senza nemmeno una condanna addosso e si che di politici siciliani inquisiti e giudicati colpevoli ce ne sono stati a bizzeffe. Non lui e con tutto quello che gli si è detto. Il tormentone su Gunnella mafioso, corrotto, corruttore, o quello che si voleva, si è rivelato completamente infondato e pure Aristide dovette sopportarle tutte, fino alla carcerazione.
Anche se dispiace di non poterne parlare con Marco che addirittura accusava “La Malfa, La Mafia”, almeno sappiamo di poter ricordare un repubblicano integerrimo su cui il vecchio Ugo garantiva lui “personalmente” e aveva visto giusto. Siciliano, La Malfa, sapeva benissimo cosa significava fare politica in questa terra e soprattutto farla in un partito di minoranza, quel tipo di partiti che pure il giudice Falcone sapeva non votati dai mafiosi, perché ai mafiosi piace stare in maggioranza. Aristide era subito passato all’onore delle cronache per aver fatto assumere in qualche municipalizzata un killer di cosa nostra. Poi si venne a sapere che nemmeno lo conosceva, che era stato un senatore del Pci a chiedergli questo favore e a lui che non costava nulla e nemmeno gli sembrava così rilevante, glielo fece volentieri, quasi a voler dimostrare di non avere niente contro i comunisti sul piano individuale, per lo meno. Gunnella era anticomunista solo sul piano politico ideale. Tutto venne presto archiviato e Gunnella ha sempre camminato a testa alta.
Se proprio gli si vuole trovare una colpa, vi è quella di aver gonfiato i dati del tesseramento del partito e pure pagando di tasca sua, proporzionalmente ai voti presi, però. Gunnella era detestato principalmente perché sapeva prenderne tanti e per questo divenne calunniato, perché i legami civili umani e culturali estesi, lui esponente della tradizione meridionalista di Francesco Compagna, nessuno li voleva considerare un pregio.
Adesso i progetti politici, le battaglie, le sconfitte, sono tutte passate. Aristide era molto più di tutto questo. Una stretta di mano, uno sguardo negli occhi, il rispetto della parola data. Un esponente del partito repubblicano del mondo di ieri.
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