Essere sottomessi alla politica americana è per la verità molto più difficile di quanto comunemente si possa credere. La ragione è che la politica americana, quella estera in particolar modo, è complessa e frastagliata e non nel pieno potere del capo del governo degli Stati Uniti. Un esempio eclatante che fece epoca, l’omicidio del presidente del Congo Patrice Lumumba. Premesso che non è mai stata dimostrata la responsabilità americana, l’unica cosa certa è il finanziamento ai suoi avversari e il timore dell’influenza sovietica, diamo per scontato che Lumumba sia stato ucciso dalla Cia, come si sostenne in libri ed articoli. Lumumba muore il 17 gennaio del 1961, tre giorni prima dell’insediamento di Kennedy. Può essere che la presidenza Kennedy fosse già in grado di decidere un’azione del genere, perché si accusa Kennedy dell’omicidio Lumumba che pure ancora non era nel pieno dei suoi poteri. Altrimenti, bisognerebbe pensare che Eisenhower avesse deciso di eliminare il leader congolese e di farlo proprio a tre giorni dal passaggio delle consegne. E concesso che Eisenhower e Kennedy fossero d’accordo, è possibile che Kennedy abbia accettato l’omicidio così ravvicinato al suo insediamento? Non poteva dire, Ike, ok, facciamo fuori l’africano, però ti prego, accollatelo te che vai in pensione, non segnare la mia presidenza con il sangue di questo disgraziato. Uccidetelo a dicembre per lo meno, così che io possa dire, caspita non ne sapevo niente! Al limite è colpa di Bobby. Altrimenti il vecchio Ike ha voluto regalare una polpetta avvelenata al giovane Kennedy, o ancora, ultima ipotesi, né Ike, né Jack ne erano a conoscenza. La Cia ha deciso da sola e ha voluto legare fra loro due presidenti che pure avevano un’impostazione piuttosto diversa degli affari internazionali. La Cia è un collante talmente autonomo da non guardare in faccia a nessuna politica presidenziale e la condiziona. In ogni caso gli europei, tutti felici di essersi liberati di Lumumba, hanno potuto piangerlo accusando il cinismo americano. Dove sarebbe la sottomissione?
Provate a trovare un solo caso di sottomissione da parte di Stati europei agli Usa. Invece ci sono casi clamorosi di sottomissione statunitense a paesi europei. Il bombardamento della Libia è chiaramente un’idea francese, da cui l’America non ha nessun vantaggio, anzi contraddice pienamente la dottrina Obama e ciononostante, Obama segue Sarkozy di malavoglia. Lo stesso fece Clinton con Blair per il Kossovo, Non gliene importava niente all’amministrazione statunitense del Kossovo, pura compiacenza. Vero che in precedenza Francia ed Inghilterra nella crisi di Suez cedono all’America, ma non è una sottomissione. Evitano di trovarsi l’America contro nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. E veniamo alla guerra in Iraq, Francia e Germania da una parte ed Inghilterra e Spagna dall’altra, l’Italia in mezzo come un travicello. Una tale articolazione di posizioni dimostra che tutti i paesi europei furono liberi di fare quello che gli pareva, altro che sottomissione. Non parliamo poi della guerra del Kippur dove in pratica l’Europa faceva finta di niente.
Ricordando che Craxi a momenti faceva sparare sui seal americani e Berlusconi era amico di Gheddafi, veniamo al governo Meloni, in fondo è questo esecutivo ad essere accusato di sottomissione. Non ti schiacciare troppo su Trump, ha detto il segretario del Pd Schlein al presidente del Consiglio parlando in commissione Esteri. Anche volendo, servirebbe per lo meno che Trump avesse una qualche posizione. Il problema di Trump è che quando ne prende una, fa fatica a tenerla. Non per dire, sul medio oriente, concentriamoci solo sulla crisi in corso, l’ha cambiata almeno sei volte. Tanta duttilità da parte del presidente degli Stati Uniti d’America, per lo meno ha un pregio, ovvero che i governi alleati si facciano delle opinioni proprie e magari se possono, le mantengano. Ci mancherebbe solo che il capo degli Stati uniti d’America cambiasse tre volte idea al giorno e il governo italiano, gli andasse dietro come un ciuco.
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