All’indomani delle manifestazione no Tav in Valtellina il ministro degli interni PIantedosi ha dichiarato impettito che non si sarebbe “trattato di dissenso, ma di un vero e proprio atto di guerriglia urbana”. Quanto accaduto, ha detto sempre il ministro “è semplicemente vergognoso, il volto peggiore di un estremismo ideologico”. Poi il ministro ha esibito le sue sottili doti analitiche da sociologo, “dietro la facciata di un evento ‘culturale’ si è consumata l’ennesima, inaccettabile azione di violenza organizzata”. Tutto “ai danni dello Stato, delle sue infrastrutture e di chi le difende”. Caspiterina. Dopo il ministro ha parlato con una nota da Palazzo Chigi anche l’onorevole Meloni con la solita fierezza. “Atti di guerriglia urbana indegni di una Nazione civile”. Più chiara di così.
Al he un cittadino avrebbe diritto di chiedersi ma scusate, chi era il ministro degli Interni che li ha consentiti questi atti, chi il capo del governo che ha accettato, ciò che pure appare indegno? I No Tav non è che sono un movimento clandestino sorto in una notte di estate durante un falò in collina. Sono un’organizzazione con caratteristiche paramilitari che sfida le leggi dello Stato impunemente e da decenni, ricorrendo regolarmente alla violenza, e regolarmente lo Stato rimane con le pive nel sacco, esattamente come è rimasto anche in questo caso. Dichiarazioni, tanto rutilanti, quanto inutili, del presidente del Consiglio e del suo ministro degli Interni, si sprecano regolarmente, benvenuti fra i turisti costernati che assistono a questi eventi.
Però questo governo non resterà con le mani in mano. Grazie al decreto sicurezza appena votato, tutti coloro che si sono macchiati di reati potranno essere puniti con maggiore severità e fermezza. . E pensare che qualcuno ha avuto il coraggio di criticarlo questo decreto! Infatti non si capisce a cosa sarebbe servito, se non ad assecondare il gusto da secondino di Piantedosi. Consolerà pure sapere cheil branco di teppisti verrà punito, chissà come e quando. Resta il fatto compiuto che il governo non ha saputo prevenire. L’intera questione è questa, il governo s’illude sempre e solo di punire, eventi già accaduti e consumati.
Le forze dell’ordine sono state encomiabile nell’arginare i disordini, ha detto il ministro, il che significa che queste hanno svolto l loro compito non il il governo. I disordini il governo deve saperli evitare, non mandare la polizia allo sbaraglio, come è accaduto al G7 di Genova. Anche questa volta il governo è stato preso con le braghe in mano. Con l’aggravante che i No Tav non sono i black block , o per lo meno la polizia dovrebbe essere informata su tutti gli attivisti che da decenni si aggregano per manifestazioni. del genere Come minimo il governo avrebbe dovuto triplicare le forze sul campo, in modo da dissuadere sul nascere ogni possibile tumulto. Poi avrebbe dovuto disporre di un decreto che bloccasse determinati attivisti e non che sia ridotto a perseguirli a cose fatte. Piantedosi e Meloni capiscono solo il linguaggio della repressione, che pure è completamente inutile come si dimostra in Albania. Se ci mandavano su e giù i no tav nei lager albanesi invece che i migranti, ecco che il paese si sarebbe risparmiato lo sconcio di sabato scorso e il governo avrebbero fatto una miglior figura.
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