Invece di inscenare la rissa fra comari d’ombrellone piuttosto sguaiate, Meloni e Schlein farebbero meglio a guardare l’orizzonte, ben poco incoraggiante. Sul piano internazionale, il vertice in Alaska tra Trump e Putin, l’ultimo passo per aggiustare una situazione che appare compromessa, potrebbe prendere una brutta piega. Mentre in medio oriente la genialata di voler fare riconoscere lo Stato palestinese, può portare Israele all’esasperazione. e far si che mentre l’Europa sta al mare, a Gaza, non ci sia più niente da riconoscere.
L’opposizione ha una bellissima idea di eguaglianza sociale, il salario minimo. Disgraziatamente, non è che con il salario minimo finalmente approvato, mandi il lavoratore in vacanza un mese. Nemmeno dimezzando i prezzi dei balneari, obbligandoli ad un massimo. Il problema economico del paese non è il salario minimo, è la crescita dei salari, fermi da decenni e sono fermi perché l’economia ristagna, o peggio, declina. Per cui l’opposizione dovrebbe fare al governo una proposta di competitività, in un qualche settore esposto. Ancora non sono chiarissimi i dati sul turismo, ma potrebbe essere che persino il turismo stia calando. Il che sarebbe clamoroso dal momento che il governo aveva promesso di voler far diventare l’Italia una superpotenza almeno in questo. Perché di certo non lo diventeremo nel campo industriale, soprattutto se guardiamo all’Ilva o a Stellantis. In compenso siamo l’unico paese al mondo che dispone di un ministro convinto di allevare l’intelligenza artificiale in fattoria, come si fa con maiali. E lo ha detto pure in parlamento. Con il dovuto garbo, l’opposizione farebbe bene a chiedere all’onorevole Meloni se in tutta sincerità ritiene che Urso e Santanchè siano all’altezza dei loro compiti istituzionali e senza bisogno di attendere la risposta.
L’unica idea che il governo ha sul piano economico, il pnnr non è una idea sua e vedremo come finirà, è vecchia del tempo di Sallustio, il ponte sullo Stretto. Comunque inutile menarla, un’idea resta un’idea, magari potrebbe persino servire ad innescare un processo virtuoso per le infrastrutture del mezzogiorno che languono da cinquant’anni, rilanciare la tav, che pure e ferma, trovare investimenti stranieri, che se ne vanno. Ma questa idea si realizza? Questa è l’unica domanda da farsi, dal momento che nemmeno Cesare, uno che costruiva ponti ovunque, c’è riuscito. E tra quanto soprattutto? Nel frattempo il governo cosa pensa di fare, girarsi i pollici? L’opposizione si lamenta del caro energia, ottimo. Si è disposti a puntare su un piano per il nucleare di nuova generazione, o si torna all’attacco per l’eolico ed il fotovoltaico, che se va bene, illuminano una qualche stradina malfamata di periferia? Perché se l’opposizione aprisse al nucleare ecco che potrebbe incalzare il ministro Picchetto Frattin, un altro che sembra essersi arenato
Tra litigi e scontri da prima pagina per i rotocalchi, Meloni e Schlein rischiano di vedere trascorrere l’intera legislatura senza un solo passo concreto, nemmeno l’indicazione spicciola di un progetto. Tutto dipende da chi vince le prossime elezioni regionali. Dispiace per l’onorevole Schlein, dalle elezioni regionali, non dipende un bel niente. Concesso che il paese abbia bisogno di un nuovo governo, va escluso uno altrettanto fumoso ed incapace di quello in carica, magari, grazie a tipi come Conte, persino più borioso. Probabile che dialogare con un governo come l’attuale non serva comunque. Almeno l’opposizione potrebbe presentare una proposta su cui confrontarsi. L’opposizione darebbe un’idea di una qualche caratura progettuale che proprio non si vede, perché se si pensa che la svolta venga dal richiamo alla piazza referendaria, che non funziona, o dal salario minimo, stiamo freschi. Esattamente come il governo si gode l’ombra del ponte che unisce l’Italia di Salvini.
licenza pixabay







