Fortuna che questo sarebbe il governo che ha ristabilito il prestigio internazionale dell’Italia. Da mesi prende schiaffi dai russi e convoca l’ambasciatore a cui avrebbe dovuto togliere il gradimento. Se il portavoce del Cremlino attacca impunemente il Capo dello Stato e poi irride i crolli strutturali dell’Urbe, significa che è l’ambasciata russa a Roma a suggerirlo.
Mediamente i russi sono più intelligenti dei popoli mediterranei. Per sopravvivere in un paese come il loro serve più sforzo. Se l’ambasciatore russo la sera accende la televisione e in ogni programma vede Orsini, Caracciolo, Santoro, Travaglio e tutto il codazzo, crederà di essere in Patria. Solo la televisione russa accusa l’occidente più di quella italiana. Poi l’ambasciatore conta su amici al governo, Salvini. Amici all’apposizione, Conte. Amici nelle piazze. Nessuno più dell’ambasciatore russo sarà stato tanto contento di vedere milioni di persone sfilare contro Netanyahu , il principale alleato di Trump che gli consente di bombardare i palestinesi. Putin bombarda da più di tre anni gli ucraini e sfilano quattro gatti. Gli italiani si dividono in quelli che odiano Trump e quelli che vogliono si allei con Putin. Per cui perché non intimidire il capo dello Stato, prendere per i fondelli il governo? I russi stanno penetrando in Libia dove Nordio ha fatto rimpatriare Almasri ed il ministro della Difesa dice serafico che l’Italia non è preparata ad un attacco militare. Poi Crosetto si lamenta che nessuno lo prenda sul serio. Un ministro della Difesa che se ne esce con battute simili dopo due anni che sta li, dovrebbe dimettersi seduta stante, farsi una vacanza.
All’ambasciata russa a Roma si divertono un sacco. Crosetto e Taiani, ricordano loro Bibì e Bibò, l’unico fumetto americano che piacesse a Lenin. Macron dice che forse in Ucraina bisogna mandare i soldati, la Corea del nord, lo Yemen, gli iraniani li mandano ai russi. I due ministri italiani si precipitano a contraddirlo. Potrebbero farlo in privato, invece niente, a mezzo stampa, il loro nemico è Macron mica Gerasimov. Biden autorizza il lancio di missili oltre il confine del Donbass? Taiani e Crosetto all’unisono gli rispondono che non se ne parla, gli ucraini si sparino addosso, fra loro, che il confine è ben lontano cinque chilometri. E dove lo vede il governo italiano il sostegno all’Ucraina? Nei blindati centauro, che non si sa manco quanti, avrebbe mandato? Nei baci ed abbracci dati ogni volta a Zelensky? Nelle dichiarazioni roboanti? Meloni ha promesso i missili Samp t, nel 2027, a guerra finita. Il governo non si rende conto che se fosse per questa sua politica gli ucraini combatterebbero con una mano legata dietro la schiena. Tanto vale che Mosca chieda loro di legargli anche l’altra. Orban rispetto al governo Meloni non è ipocrita, sta dalla parte di Putin, punto. La maggioranza mettesse ministro degli Esteri d’Alema, con i russi ci parla lui, che si capisce. Non gli ridono dietro le spalle i russi a D’Alema. Quello ha bombardato Belgrado con la Nato, mica scherza.
Escludendo a questo punto ogni miglioramento della politica estera, Conte fece sbarcare i russi a Pratica di Mare dagli idrovolanti, con Meloni sbarcheranno dalle chiatte a Pantelleria, si preservassero i beni culturali. Pensare che il governo ha dilapidato inutilmente più di un centinaio di milioni per un semideserto gulag in Albania. Con la metà di quei soldi si potevano monitorare e mettere in sicurezza i monumenti più importanti della Capitale. Meloni riceve il presidente del Gabon, per carità, il prestigio internazionale dell’Italia è saldo, ci ammirano persino in Gabon. Occhio, però, perché tra un po’ viene giù il Colosseo, tanto che gli importa a Giuli? L’importante è che resti in piedi il Maxi. Si potrebbe organizzare una bella retrospettiva della pittura sovietica, per far capire a Putin che in fondo vogliamo solo la pace. Questo non è un paese di guerrafondai.
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