La scomparsa di Fabio Roversi Monaco priva l’Emilia-Romagna e l’Italia intera di una figura di statura eccezionale, un uomo che ha saputo coniugare la finezza del giurista alla lungimiranza del grande amministratore delle istituzioni culturali. Per noi repubblicani questo lutto tocca corde profonde, poiché Roversi Monaco non è stato solo un accademico di fama internazionale, ma un compagno di strada che ha condiviso e onorato i valori del Partito Repubblicano Italiano nella loro espressione più nobile e rigorosa.
Vi è un simbolismo laico potente e commovente nel fatto che la sua uscita di scena sia avvenuta all’indomani dell’anniversario della morte di Ugo La Malfa. È come se Fabio Roversi Monaco abbia voluto impartire la sua ultima lezione rendendo un estremo, silenzioso omaggio al leader repubblicano, quasi a suggellare in una data comune un’appartenenza ideale mai rinnegata. Questo legame cronologico unisce due giganti della cultura civile del nostro Paese e ne ribadisce l’identica matrice: quella scuola di pensiero che non ha mai ceduto al compromesso con l’approssimazione o con il populismo di maniera, preferendo sempre il rigore della ragione alla ricerca del consenso effimero.
Magnifico Rettore dell’Alma Mater Studiorum dal 1985 al 2000, ha guidato per quindici anni l’Ateneo bolognese contribuendo in modo decisivo al suo sviluppo internazionale. Giurista e accademico di solida formazione, ha svolto una carriera straordinaria come docente di Diritto amministrativo, materia di cui era Professore Emerito, lasciando un’impronta indelebile nella dottrina giuridica. Eppure, il suo impegno non si è mai esaurito nelle aule universitarie.
Sento il dovere di ricordare con orgoglio il suo profondo legame con il nostro Partito. Fabio Roversi Monaco è stato protagonista della vita amministrativa come consigliere comunale a Bologna per il PRI, portando nel governo della città la sua competenza e la sua passione civile. Sotto le insegne dell’Edera ha offerto la sua disponibilità alla comunità anche come candidato al Parlamento italiano e al Parlamento europeo, testimoniando con coerenza l’appartenenza a una tradizione che mette al centro il merito, la competenza e la libertà individuale.
La sua eredità più preziosa per la nostra terra rimane senza dubbio la straordinaria intuizione del Multicampus. Grazie alla sua visione politica l’Università di Bologna ha saputo varcare i confini delle mura cittadine per radicarsi profondamente in Romagna con l’istituzione delle sedi di Ravenna, Forlì, Cesena e Rimini. Questa scelta coraggiosa ha impresso una svolta decisiva alla crescita del territorio romagnolo, offrendo a migliaia di giovani la possibilità di conseguire una laurea pesante come quella dell’Ateneo bolognese restando nelle proprie città. Fabio Roversi Monaco ha compreso, con decenni di anticipo, che la capillarità del sapere è la chiave dello sviluppo sociale.
Voglio infine ricordare la sua profonda e coerente visione laica. Roversi Monaco è stato un uomo del dubbio e del libero pensiero, sempre in prima linea nelle grandi battaglie civili a sostegno dei diritti. La sua lezione di indipendenza intellettuale e il suo rifiuto di ogni dogma restano un punto di riferimento imprescindibile per chiunque creda nei valori della ragione e del progresso.
Alla sua famiglia e alla comunità accademica bolognese giungano le mie più sentite condoglianze e quelle di tutti i Repubblicani dell’Emilia-Romagna. Il suo esempio, nel ricordo di quella comune radice lamalfiana, continuerà a guidare il nostro impegno civile.







