La Commissione Covid accerterà, mai vi riuscisse, le eventuali malversazioni compiute contro lo Stato con la scusa della pandemia. Per identificare i responsabili servirà necessariamente la magistratura e se la magistratura, con tutte le ipotesi di reato che si sono ascoltate, finora non si è mossa, difficile lo faccia in un secondo momento. Pur considerando che dalla magistratura italiana bisogna attendersi di tutto. Ha riaperto un caso d’omicidio a dodici anni di distanza e passato in giudicato. Per cui ascoltare in Commissione l’onorevole Conte o il dottor Arcuri, sarà interessantissimo ma non aggiungerà particolari dettagli al quadro già tracciato. Come la mettano Conte ed Arcuri sono stati cacciati per la loro gestione del Covid, senza bisogno che venisse loro contestato qualche reato ed il partito di Conte ha perso dopo il suo governo due terzi, se non più, dei voti che disponeva. Conte è il perno del campo largo? Magari è quello che lo affonda.
La vera questione che riguarda la pandemia è dunque tutta politica. La commissione tecnica scientifica del governo, lo si apprende dai verbali desecretati, ancora a gennaio 2019, convocava i vertici di Alitalia per rimproverare loro la mancata osservanza dei diritti costituzionali dei passeggeri infetti in transito. Conte, presidente del Consiglio, andava in televisione a rassicurare la cittadinanza che non c’erano rischi. Il segretario del Pd Zingaretti, correva agli apericena con i cinesi a Milano. Il ministro Speranza, in aula, ricordava che la sanità Italiana era la migliore in Europa. State tranquilli. Poi di colpo si chiuse la Lombardia e i treni continuavano a partire.
Non c’è una ragione scientifica per spiegare come mai nell’arco di un anno il Taiwan, che sta sotto la Cina, ha avuto ottocento morti dichiarati di Covid, il Giappone, che le sta accanto, 8 mila e l’Italia, dall’altra parte delle mappe, centomila. Possiamo trovarne una sociale, le stesse misure adottate hanno rivelato un diverso impatto su popolazioni tanto diverse. Nonostante il lock down dichiarato, in Italia i contagi aumentavano quando nei paesi asiatici venivano contenuti. Gli asiatici sono più disciplinati degli europei, con maggiori capacità di sacrificio personale. In Inghilterra il premier Johnson, una volta votate dal Parlamento le restrizioni Covid, fu il primo a violarle. In Italia appena c’era un attimo di distrazione della sorveglianza al supermercato, tutta la gente si precipitava dentro. In Cina i supermercati erano chiusi, i militari rifornivano la popolazione e vigeva l’arte del baratto fra condomini.
Il presidente Biden era convinto che il covid fosse un prodotto da laboratorio e accusò il presidente Xi di essere un dittatore. Conte un anno prima aveva aderito, unico paese europeo, alla via della seta. I voli con la Cina triplicarono nel 2018. Ancora nel febbraio del 2019 due cinesi di Wuhan atterrati a Milano girarono mezza penisola per essere poi ricoverati a Roma. Il rapporto privilegiato con la Cina da parte dell’Italia è alla base della diffusione del Covid in Europa. Bruxelles cancellò i voli con Pechino? Migliaia di cinesi infetti arrivati in Italia, si spostavano tranquillamente nel resto del continente. Poi c’è il becchino di Alzano, convinto che il Covid fosse arrivato già nel 2018 ricordando il triplo di vecchietti morti rispetto all’anno precedente. Anche questo bisognerebbe tenere in conto. Il governo prendeva di mira le discoteche e morivano le suore pluri ottantenni dei conventi di clausura. Allora ci si rivolse ad Arcuri che voleva vaccinare tutti radunando i cittadini in padiglioni floreali costruiti appositamente. Chissà perché non usare gli stadi, sul modello cileno di Pinochet. Giusto Pinochet si presentava ogni venerdì sera in televisione a illustrare i decreti della giunta militare. Almeno quelli, che pure erano incostituzionali, funzionavano.
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