29 giugno 2009, a Viareggio un treno merci deraglia e il serbatoio di gpl caricato su un vagone esplode: muoiono 32 persone e oltre 100 vengono ferite. L’ex amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Mauro Moretti viene condannato a cinque anni di carcere che poche settimane fa la Cassazione ha reso definitivi.
14 agosto 2018, a Genova crolla il viadotto Polcevera, più noto come il Ponte Morandi: muoiono 43 persone e altre 11 vengono ferite. L’ex amministratore delegato di Aspi (Autostrade per l’Italia) Giovanni Castellucci pochi giorni fa è stato condannato in primo grado a 12 anni di reclusione; pene inferiori per altri 32 imputati.
16-17 maggio 2023: una disastrosa alluvione travolge la Romagna: 17 morti, un numero imprecisato di feriti e danni a strutture pubbliche e private per miliardi di euro. Nascono due inchieste condotte dalle procure della Repubblica di Ravenna e Forlì, che si affidano a una consulenza di tre professori del Politecnico di Milano. La Procura di Ravenna ha già chiuso le indagini preliminari con 14 indagati, tutti dirigenti dei servizi regionali, comunali e della protezione civile, progettisti e amministratori di ditte incaricate di eseguire i lavori. La procura forlivese dovrebbe chiudere le indagini a giorni, ed è probabile che la linea seguita sia la stessa. Ciò porterebbe alla conclusione che l’apparato tecnico (soprattutto quello della Regione) abbia deciso in autonomia di lasciare crescere la vegetazione nel letto dei fiumi, di non rimuovere i depositi di terreno e altri sedimenti dalle golene e di controllare che gli argini fossero solidi e alla stessa altezza in tutti i punti dove poi sono crollati lasciando via libera alle enormi masse d’acqua che hanno travolto tutto e tutti. E questo nonostante gli indirizzi regionali siano radicalmente mutati dopo l’alluvione: via la vegetazione dal letto e dalle golene dei fiumi, abbassamento delle golene per aumentare la sezione e quindi la portata dei fiumi, innalzamento e allargamento degli argini, realizzazione di casse di espansione che erano state programmate da tempo prima dell’alluvione, ma non erano in funzione o hanno assolto parzialmente alla loro funzione. Possibile che gli assessori della Giunta regionale dell’Emilia-Romagna, prima presieduta dell’europarlamentare del Pd Stefano Bonaccini e ora dall’ex sindaco di Ravenna Michele De Pascale, anche lui Pd, non sapessero nulla?
Licenza di uccidere
Il De Bello Gallico non aveva nessuna presunzione letteraria. Cesare era interessato solo alla carriera politica. Uomo di alti natali...







