Mario Balotelli ha chiesto se lui può essere considerato italiano o meno. Con i tempi che corrono, dipende. Se l’identità nazionale è fissata da uno standard culturale, chi parla la lingua con un accento bresciano come fa lui è sicuramente considerato più italiano dell’alto atesino di Dobbiaco che parla volentieri solo tedesco. Se invece l’identità patria venisse fissata da una discendenza biologica, Balotelli, nero come un cioccolatino, avrebbe un bel problema. Se poi si volesse fissare l’identità su un presupposto religioso, non se ne uscirebbe più. Mettete che Balotelli pur battezzato, fosse diventato ateo. Per attestare la vera fede di Mario Balotelli andrebbe ripristinata la Santa Inquisizione.
I tedeschi hanno avuto motivo di detestare per ottanta anni e passa il nazional socialismo per la semplice ragione che introducendo un elemento biologico nell’identità nazionale, la Germania si ritrovò nel panico. Fritz Lang, famoso come Balotelli, recatosi da Goebbels, ministro della cultura del Reich, gli disse che lui aveva una nonna ebrea. Goebbels fu gentilissimo e sorrise. Ma caro signor Lang, siamo noi che decidiamo chi è ebreo e chi no. Lang non si sentì per nulla rassicurato e fuggì in America. Le camere a gas non furono introdotte per risparmiare pallottole preziose in tempo di guerra. Furono introdotte per evitare il turbamento delle SS che eliminavano esseri umani identici a loro, magari biondi con gli occhi azzurri e che appunto parlavano tedesco benissimo. Non bastasse, vai a sapere chi poteva considerarsi davvero di pura razza ariana. Circolavano dubbi espliciti persino su Heidrick, per non parlare dei nonni della madre dello stesso Hitler.
Non è che se invece della “soluzione finale”, proponi la “remigrazione”, le cose cambiano di molto. La ADF vuole cacciare dalla Germania i turchi che pure sono nazionalizzati dagli anni sessanta del secolo scorso. Non solo contribuiscono al prodotto interno lordo, più di quanto gli indiani facessero nell’Uganda di Idi Amin Dada, ma hanno pure dato giocatori alla nazionale di calcio campione del mondo. Togli i turchi e i neri come Balotelli dalla nazionale tedesca di calcio e ti resta un bisteccone inutile come Woltemade. Il centravanti della nazionale tedesca Deniz Undav, è nato proprio in Sassonia, ha origine curde e la famiglia è di religione yazida. Vai a capire se la ADF vorrebbe rimpatriare o meno l’unico capace di far vincere qualche partita alla nazionale negli ultimi mondiali di calcio..
Da qui a due anni, quando si terranno le prossime elezioni, mai l’ADF dovesse sostituire la CDU nel cuore del governo tedesco ha tempo per mettere a punto concetti piuttosto confusi e magari limarli per renderli più tollerabili, cosa che prima dovrà avvenire in Italia, dove si voterà entro il 2027. Se al governo c’è chi è entusiasta del programma della ADF bisogna che si prepari a spiegarci come intende procedere per rimandare a casa i migranti, dopo averci spiegato per l’appunto chi bisogna considerare tale e se Balotelli può restare. Così come da subito bisogna far sapere chi è d’accordo o meno con la ripresa dei rapporti con la Russia come l’ADF propone volendo interrompere il sostegno all’Ucraina. Su questo la chiarezza deve essere immediata. Se uno è contrario ad armare l’Ucraina e vuole abbracciare Putin è un fascista come tutta la dirigenza ADF. Non è che uno può dire la reimigrazione, si, Putin, no, o viceversa. Sarebbe come ritenere Goering meglio di Himmler. Sempre un nazista rimani.
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