Hegel ha insegnato e sin dalla sua più giovane età, che il Cristianesimo aveva “uno Spirito” e persino “un Destino”, legato all’evoluzione fenomenica della coscienza ebraica di cui Gesù divenne il principale interprete. Che il fascismo invece avesse uno spirito, non lo aveva mai detto nessuno, per lo meno fino a Mario Monti a Cernobbio. Monti ha assicurato di volerlo combattere, bravissimo. Disgraziatamente, il buon professor Monti è mortale, lo spirito, lo sappiamo da Hegel, no.
Un grande studioso del fascismo quale Ernst Nolte, si guardò bene dal dare al fascismo uno spirito, al contrario. Il fascismo innanzitutto era un’epoca, legata alla guerra, senza la quale non sarebbe mai nato, e poi due personalità, quelle di Mussolini e Hitler. Se si pensa che era fascista anche il governo austriaco con Dolfuss e persino quello polacco del ’39, si comprende come nessuno nemmeno se lo ricordi. Nolte infatti sostiene che non c’è eredità fascista possibile a prescindere dalle persone di Mussolini ed Hitler, per cui del fascismo resterebbe giusto una carcassa.
A rigori, Franco non era fascista e nemmeno Pinochet, solo dei dittatori sanguinari che si atteggiano ad essere altro. Il dubbio semmai è su Charles Maurras, che Nolte individua come il progenitore del fascismo con la sua Action française. Non fosse che Maurras è troppo religioso per essere davvero un fascista e soprattutto non è un populista. Nolte vuole far ricadere la responsabilità del fascismo fuori dall’alveo italo tedesco per universalizzarne la radice e scaricare la tensione dai principali paesi protagonisti e manca completamente il bersaglio.
Mentre si discuteva a Cernobbio, il ministro Sangiuliano tornava ad apparire in televisione per spiegare cosa fosse la destra. De Maistre, De Bonald, Prezzolini, Croce e Gentile, l’elenco. Di tutti questi citati dal ministro, l’unico fascista e di risulta era Gentile, prima liberale. Mussolini era socialista, come Nenni, mentre Hitler era iscritto ad un partito nazionale socialista dei lavoratori tedeschi. La destra in Italia ed in Germania, era una cosa molto diversa dal fascismo. Il modello di Mussolini è Lenin e Lenin non era, a contrario di quando si creda, un ideologo. Lenin era un esperto di tecnica della conquista del potere. Questo impara Mussolini da Lenin. Nessuna ideologia, nessuno spirito. Lenin traccia giusto quanto sufficiente a confutare Marx che pretendeva la rivoluzione industriale prima dell’ascesa del partito comunista al governo. Aspettavi la rivoluzione industriale in Russia e ancora oggi la stavi aspettando.
Il fascismo arraffa tutto quello che può, De Maistre e De Bonald sono due famosi controrivoluzionari. La marcia su Roma riedita quella su Versailles, senza farsi scrupoli di sorta. L’importante è arrivare al potere e rimanervi, con qualunque mezzo. Se questo è lo spirito del fascismo, il fascismo storico si è concluso, il nuovo fascismo è Putin incrostato al Cremlino da 26 anni. Più di Stalin. Vannacci non a caso vuole la pace con Putin. Al dunque risulta insopportabile che la negazione stessa dello spirito, sia stata spiritualizzata. Ma questa è la dottrina di Hegel! Vero, non fosse che Hegel aveva vissuto un secolo prima del fascismo. Hegel pensava alla Rivoluzione e a Bonaparte, la magnifica Aurora della Storia. Il fascismo era un niente destinato a restare un niente.
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