Il segretario nazionale del Pri nella sua relazione congressuale ha ricordato il pensiero di Immanuel Kant, ovvero l’illuminismo. È una particolarità delle università italiane, ma anche degli studi tedeschi non essersi particolarmente preoccupati del Kant precritico, ovvero delle opere di Kant precedenti alla Critica della Ragione Pura. Nelle nostre università si è principalmente studiata la logica trascendentale, o l’estetica, o la Critica della Ragione Pratica. Per quanto possa essere la Critica a concentrare l’attenzione dei grandi studiosi di Kant, da Cassirer ad Hermann Coehn, in questo modo si derubrica completamente il Kant dell’illuminismo, il più importante esponente di quella scuola ancora in vita nel suo tempo. Il presidente della Convenzione di Parigi, Sieyès attraversava la Prussia in guerra, rischiando la cattura e la fucilazione, per arrivare a Koenisberg, l’attuale Kaliningrad, e sottoporre a Kant le bozze della costituzione del 1793, la prima repubblicana scritta in Europa.
Il saggio del 1795 Zum ewigen Frieden, citato dal segretario del Partito repubblicano De Rinaldis Saponaro nella sua relazione, esprime i principi che guideranno le repubbliche contemporanee dei secoli successivi. Il primo di questi è la separazione fra il potere legislativo e quello esecutivo, una sovranità non più monocratica quindi, rigorosamente sottoposta alla legge. Il secondo è che solo una Europa interamente repubblicana può disporre dei fondamenti per evitare una guerra. La caratteristica di questo saggio di Kant è come passi sostanzialmente inosservato in quanto la comune traduzione “la pace perpetua”, è completamente sbagliata. “Ewigen” infatti traduce eterno, perpetuo si dice in tedesco “dauern”, non c’è nessuna possibilità di equivocare i due termini che pure vengono equivocati nella versione italiana fornita nel 1983 dalla casa editrice Editori Riuniti, di proprietà del Pci. Non ne conosciamo di precedenti e quella traduzione è ancora corrente in Italia.
“Zum ewigen Frieden” è il nome di una locanda olandese che ritraeva nella sua insegna un campo santo. Per cui Kant aveva precisamente chiaro lo stato di guerra in cui si trovava l’Europa della sua epoca e per descrivere come superarlo evoca la sovranità plurale della Repubblica, la separazione fra trono e altare, il contratto fra i cittadini, Rousseau insomma. Ma rispetto a Rousseau. Kant ritiene che se l’intera costellazione degli stati europei non fosse diventata repubblicana, non si sarebbe mai usciti dalla condizione bellica in cui ci si ritrovava da più di due secoli. La profezia di pace kantiana era un compito assegnato dall’illuminismo alla vita politica, ovvero la realizzazione della Repubblica, non solo in Francia, ma su tutto il continente. La Giovine Europa di Mazzini è una ripresa del motivo kantiano della “pace Eterna”, come si dovrebbe appunto tradurre quel testo. E la Giovine Europa di Mazzini era rivolta non più contro l’Austria, ma contro la Russia che con la sua arretratezza, aveva ancora la servitù della gleba fino ai primi del 900 e nemmeno l’Urss è riuscita ad emanciparla, minacciava l’Europa, ed appariva causa le sue dimensioni molto più difficile da poter sconfiggere di quanto fosse l’impero austriaco. L’attuale guerra in corso è solo l’ultimo capitolo di una lotta contro la barbarie intrapresa nel 1793 e di cui il Partito repubblicano italiano deve mostrarsi il più degno erede.







