Mercoledì 19 giugno verrà reso noto dalla Commissione, come avviene annualmente, il rapporto sull’ammontare del disavanzo (deficit) e del debito pubblico dei 27 Stati aderenti alla UE. In questa solenne occasione verranno indicati i Paesi per i quali la Commissione indicherà l’avvio del percorso di contestazione per la violazione dei trattati comunitari per disavanzo e/o debito eccessivo.
Tra questi, possiamo essere tranquilli, verrà sicuramente compresa l’Italia. Il ministro Giorgetti, magari anche soltanto per esorcizzare e disinnescare eventuali riscontri negativi, già nei mesi scorsi prospettava l’ineluttabilità di una tale evento possibilità; sottolineando che anche altri Paesi sarebbero stati inclusi nella black list.. Mal comune mezzo gaudio. Il che disgraziatamente non toglie l’effetto che ne consegue, pessimo.
Il combinato di interventi di finanza pubblica da assumere in conseguenza dell’entrata in vigore della nuova legge di stabilità pone problemi seri e delicati al governo, in vista dei prossimi impegni di politica economica, Non è dunque questo il momento per ipotizzare i provvedimenti che dovranno essere assunti. Sarà infatti compito della NaDef ( la nota di aggiornamento al documento di economia e finanza), prima e della legge di stabilità poi, definire i contenuti dettagliati.
Intanto possiamo ritenere che saranno estremamente onerosi, e non solo per il prossimo anno. È opportuno ancora evidenziare che l’inserimento nella black list può aprire in prospettiva per il nostro Paese un problema di estrema delicatezza. Nella malaugurata, e quindi non auspicabile, ipotesi che l’Italia dovesse subire assalti speculativi sui tassi di interesse, non sarebbe possibile attivare le procedure finanziarie comunitarie vigenti a sostegno delle Nazioni obiettivo di attacchi speculativi, in quanto paese contestato.







