Davanti ad un’inchiesta giudiziaria quale che sia, la cosa migliore è attendere il dibattimento e tutto sommato, evitare di commentare persino la sentenza. Per questa ragione non c’è nulla da dire sulle vicende che coinvolgono diversi esponenti del Parlamento europeo, se non che allo stato dei fatti, tutti costoro, non sembrano così influenti da esercitare qualche pressione nemmeno a suon di milioni. Diverso sarebbe se l’inchiesta si evolvesse ulteriormente su altri personaggi, perché anche se gli attuali godono la stima dell’onorevole D’Alema, non sembrano della necessaria rilevanza. Verrebbe più da pensare a Totò che vuole vendere la fontana di Trevi agli americani. Lo stesso vice presidente greco non è particolare personalità di spicco. Certo colpisce che si tratti, almeno al momento di una sola area politica di provenienza, ma anche qui può benissimo essere che l’onorevole D’Alema abbia ragione e nel pd fioriscono i migliori consulenti per i paesi arabi. Lo stesso D’Alema era molto apprezzato da Hamas in Libano, seppur a titolo gratuito.
Per cui l’unica osservazione che sorge spontanea era, anche sulla base di cronache recenti e passate, di prestare un po’ più di attenzione alle Ong ed al loro amore per i migranti e questo lo scriviamo per la senatrice Bonino che ha lasciato in fretta e furia una di queste ed ha fatto bene. Infine vi sono due altri fattori. Il primo il mondiale di calcio in un paese che mai avrebbe dovuto ospitarlo, al limite si sarebbe pagato per il silenzio dell’Europarlamento a riguardo. Poi, i servizi degli emirati che sono capaci di confondere le acque persino più di quelli italiani.
Per cui si stava tranquilli in poltrona ad aspettare gli eventi magari leggermente divertiti da vari parlamentari intenti a spiegare la loro presenza in Qatar, quasi fosse anomalo andarsi a fare una vacanza anche se non si può indossare il bikini. Quando è comparso al tg1 il noto faccino dell’onorevole Speranza affermare di essere “parte lesa”. Questo effettivamente si può commentare eccome. Perché per ritenersi parte lesa, l’onorevole Speranza dovrebbe essere in possesso degli elementi per i quali trattasi di una vergognosa macchinazione contro il suo partito e le sue origini politiche. Fornisca le prove in suo possesso al più presto e avrà tutta la solidarietà politica e personale che merita la vittima di un detestabile complotto teso a screditare la sinistra italiana. Altrimenti l’onorevole Speranza ritiene di essere parte lesa per la polvere sollevata da un comportamento ritenuto disinvolto dei suoi colleghi o ex colleghi di partito, cosa che implica un ulteriore elemento di valutazione. Gli elettori che hanno preso sul serio codesti personaggi discutibili possono ritenersi, forse, “parte lesa”, i militanti che ci credono. I dirigenti che decidono le candidature e con cui gli eletti si sono necessariamente confrontati, no, non sono parte lesa, sono la stessa parte. Se poi vogliamo proprio essere sicuri di non trovare nessuna contaminazione, “parte lesa” sono coloro che mai hanno votato e mai voteranno l’onorevole Speranza ed i suoi compagni e ciononostante sono sottoposti a tale misero spettacolo. La democrazia è parte lesa, non il partito di Speranza.







