Giusto il 23 gennaio, anche se nel 1795, l’intera flotta danese rimase bloccata nel ghiaccio del Zuiderzee, nei pressi dell’isola di Den Helder. Al generale francese Mac Donald fu sufficiente l’ottavo ussari per catturare tutte le diciotto navi da guerra e senza perdita alcuna. Fu quella l’impresa più clamorosa ed irripetibile dell”intera storia militare, non certo l’unica disfatta danese. Già nel 1807 i danesi vennero sconfitti dagli inglesi, unici alleati dei francesi a prenderle nel continente, e poi nella seconda guerra mondiale sono ricordati per la vana resistenza di Copenaghen quando i tedeschi occuparono interamente la Danimarca, anche se allora la disfatta era piuttosto comune. Non che Zelensky necessariamente ricordasse tutti questi eventi bellici, ma anche nel caso non li conoscesse proprio, deve essere rimasto comunque colpito nel vedere una corvetta danese mandata a difendere la Groenlandia, grande sei volte l’Ucraina.
Nel suo intervento a Davos, Zelensky avrebbe potuto dire di essere stato il primo a venir bullizzato da Trump, magari come Schuschnigg da Hitler e se in verità Hitler trattò il cancelliere austriaco con i guanti bianchi, invase il suo paese in pochi giorni. Oppure, Zelensky poteva lamentare semplicemente che l’America lo ha abbandonato. Si sa bene, l’America con Trump non è più se stessa, anzi, Trump simpatizza apertamente per Putin, che i due, uno cresciuto nel Kgb, l’altro a Fifth Avenue, si assomigliano e insieme lo stanno schiacciando. Zelensky sarebbe diventato la star della serata, strappando lacrimoni a tutti. Invece se ne è uscito dicendo, l’Europa è debole, divisa, che non va da nessuna parte. Tutto sommato, a sentirlo, l’Europa, avrebbe meno possibilità di sopravvivere dell’Ucraina.
Ora Trump ha cacciato Assad in Siria, messo in ginocchio l’Iran, trovato un accordo fra Israele e le nazioni arabe, catturato Maduro, pensate se durante il blitz avesse perso due elicotteri come successe all’eccellente Carter a Teheran, e Maduro fosse scappato, cosa se ne sarebbe detto di Trump. In più sta requisendo le petroliere russe fantasma. Tutto questo a costo di violare il diritto internazionale, incluso quello di navigazione. Forse Zelensky, visto che del suo di diritto internazionale, nessuno si è preoccupato, non ne ha poi un giudizio così malvagio. Trump gli ha consentito quello che non gli consentono gli europei, attaccare il territorio russo e dispiace per il ministro Crosetto, ma le armi che dà Trump all’Ucraina e dal 2018, sono un po’ meglio di quelle che le fornisce l’Italia. Lo si può scrivere tranquillamente senza nemmeno conoscerne un pubblico elenco.
Il giudizio vero su Trump lo daranno abbastanza a breve gli americani e questo segnerà non poco il futuro dell’amministrazione e anche il comportamento del presidente in carica. Durante il suo primo mandato Trump perse tutte le elezioni intermedie sino alla rielezione di due anni fa. Gli alleati di Trump devono preoccuparsi invece di migliorare le loro performance politiche, soprattutto se l’America vede calare le sue. Europa e America sono dalla stessa parte e se il presidente americano se ne esce con una richiesta senza senso, può capitare, uno gli risponde discutiamone. Poi si vede cosa succede davvero, non che l’Europa apre una crisi per una sciocchezza, come l’occupazione della Groenlandia, dopo averne aperto una grave riconoscendo lo stato palestinese. Non esiste né l’uno, né l’altra.
Fortuna che c’è ancora Zelensky dotato di un po’ di senso della realtà. Perché se non ci se ne è accorti, l’Ucraina è in Europa, la Groenlandia in America. Eppure Trump le difende tutte e due.
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