La gestione della sanità affidata alle Regioni si è rivelata un fallimento sistemico che ha compromesso l’efficacia e l’equità del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). I dati e l’esperienza quotidiana sembrano confermare che il decentramento ha generato un mostro burocratico e operativo.
I problemi principali sono evidenti e necessitano di un’urgente inversione di rotta:
Si registra una costante lievitazione dei costi operativi e amministrativi, spesso non correlata a un miglioramento dei servizi offerti ai cittadini. L’efficienza economica è stata sacrificata a favore di meccanismi di gestione regionali disomogenei.
Si è assistito a una proliferazione di figure dirigenziali e amministrative a scapito dell’essenziale personale medico, infermieristico e tecnico. Questo squilibrio sposta il focus dalla cura del paziente alla mera gestione amministrativa.
Nonostante l’importanza fondamentale di una sanità di prossimità, l’assistenza sul territorio rimane costantemente deficitaria. Ciò porta a un sovraccarico inutile delle strutture ospedaliere, con conseguente allungamento delle liste d’attesa e peggioramento della qualità complessiva.
Le venti diverse gestioni regionali procedono ognuna per conto proprio, senza una chiara visione strategica nazionale. Questa frammentazione genera diseguaglianze inaccettabili tra i cittadini, dove il diritto alla salute dipende di fatto dal codice di avviamento postale.
La crescente inefficienza pubblica spinge inevitabilmente i cittadini verso il settore privato, trasformando progressivamente la salute, che dovrebbe essere un diritto fondamentale garantito dallo Stato, in un bene accessibile solo a chi può permetterselo.
Stiamo discutendo della salute delle persone e, in molti casi critici, di questioni di vita o di morte. Questa responsabilità non può essere lasciata alla deriva di strategie regionali incoerenti e continuamente mutevoli.
La Proposta: Ritorno a una Sanità Centralizzata
Per questi motivi, credo sia imperativo riportare la gestione e la cabina di regia della sanità allo Stato centrale. Solo attraverso un forte coordinamento nazionale si potrà garantire:
1. Omogeneità dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) in tutto il Paese.
2. Pianificazione Strategica unica per personale, investimenti e infrastrutture.
3. Ottimizzazione delle Risorse, eliminando sprechi e doppioni amministrativi regionali.
Il diritto alla salute è un bene nazionale e come tale deve essere gestito.







