Pubblichiamo il documento firmato oggi a Jesi da Luciana Sbarbati e Corrado De Rinaldis Saponaro
Il recupero delle comuni radici e l’orgoglio dei valori laici del repubblicanesimo di fronte alle sfide della modernità costituiscono il fondamento di una proposta politica che guarda al futuro con la forza della propria identità storica.
IL RISORGIMENTO DELLA RAGIONE: ATTO DI IMPEGNO E IDENTITÀ
Noi, repubblicani del Movimento Repubblicani Europei e del Partito Repubblicano Italiano, ricongiunti sotto l’unico simbolo della gloriosa Edera del Partito Repubblicano Italiano, rivendichiamo oggi l’attualità di un impegno politico che non nasce dal vuoto delle formule estemporanee, ma trae la propria linfa vitale dal recupero consapevole di una grande storia ideale e culturale, per calarla con determinazione nel cuore dei conflitti e dei mutamenti del presente. Questo manifesto non è una mera piattaforma elettorale, bensì un vero e proprio atto d’impegno politico, inteso come la proclamazione di un cammino comune per dare una nuova prospettiva politica alle aspettative del Paese e alle necessità dell’Europa.
Il nostro impegno si fonda sul metodo rigoroso della Ragione applicata alla concretezza dello Stato. Questa Ragione, che affonda le sue radici nell’alveo dell’Illuminismo europeo e nel pensiero kantiano, non ha per noi il carattere dell’astrazione dottrinaria, ma rappresenta lo strumento con cui la visione ideale si fa azione quotidiana, esprimendosi nella capacità tutta lamalfiana di essere coscienza critica della nazione, dicendo la verità ai cittadini e praticando la serietà dei comportamenti istituzionali contro ogni demagogia e populismo. Siamo orgogliosi eredi di una tradizione politica che unisce la lucidità della legge che protegge dal dominio alla devozione etica mazziniana che stringe i cittadini nel segno del Dovere e della giustizia sociale, riconoscendo in Niccolò Machiavelli il maestro del non dominio e della verità effettuale, e in Carlo Cattaneo il teorico del policentrismo, dello sviluppo scientifico e delle autonomie locali.
Oggi, in un’epoca di transizione senza precedenti, segnata dalle tecnologie algoritmiche invasive dell’Intelligenza Artificiale che modificano relazioni e rapporti, da una finanza globale che trascende ogni controllo e da nuove orwelliane forme di condizionamento, coercizione e solitudine, il repubblicanesimo avverte l’onere storico di rompere i vecchi quadri di riferimento novecenteschi, lanciando questo proclama per legare un passato fertile e glorioso con un’analisi capace di governare il profondo sconvolgimento in atto.
1. Lo Stato di Diritto e la Rigenerazione Liberal-democratica
Contro l’arbitrio di una burocrazia asfissiante, l’illegalità che deprime il merito e l’opacità dei personalismi, proclamiamo la necessità di una profonda iniezione di liberal-democrazia nell’ordinamento dello Stato per restituire supremazia al diritto e certezza ai cittadini attraverso i seguenti principi cardine:
• Il primato della legge chiara: Abbattimento dell’ipertrofia legislativa e dei conflitti di interesse attraverso norme limpide e trasparenti, azzerando la discrezionalità soggettiva del funzionario e l’abuso amministrativo.
• Una Pubblica Amministrazione non invasiva: Una macchina statale autorevole, chiara nelle finalità e nelle procedure, interamente digitalizzata, che non ostacoli la libera attività imprenditoriale in tutti i settori produttivi, compreso il comparto edilizio.
• Il ripristino della responsabilità: Reintroduzione integrale della piena responsabilità contabile e patrimoniale per gli amministratori e per i funzionari pubblici, quale unico argine reale contro lo spreco di denaro collettivo e le logiche clientelari.
• La laicità come impermeabilità istituzionale: Difesa rigorosa dello Stato rispetto alle corporazioni di ogni sorta e ai clientelismi particolari o familiari, attuando la netta separazione tra politica e affari secondo la formula che prevede più Stato nello Stato e meno Stato nel mercato, unitamente a più mercato nel mercato e meno mercato nello Stato.
2. Giustizia Sociale, Diritti Civili e Filiera della Conoscenza
Rifiutiamo le politiche assistenziali, paternalistiche e propagandistiche, proclamando che la libertà individuale può realizzarsi solo attraverso l’istruzione di qualità, la rimozione degli ostacoli sociali e un corretto assetto economico:
• La filiera della conoscenza come asse portante: Scuola e Università devono essere accessibili a tutti e basate sul merito, mantenendo pubblica la prima e aperta anche al contributo privatistico la seconda, purché quest’ultima sia governata da meccanismi rigorosi, quali alloggi per studenti, borse di studio e internazionalizzazione dei docenti, che garantiscano pari opportunità ai meno abbienti, fornendo un sostegno strategico alla ricerca, alle start-up innovative e alla creazione artistica per formare le future classi dirigenti.
• Nuovo patto per il lavoro nell’era digitale: Regolamentazione dei nuovi strumenti tecnologici per salvaguardare la dignità di tutti i lavoratori, contrastare la forbice salariale in crescita continua e spezzare le nuove solitudini indotte dagli algoritmi.
• Sanità pubblica universale: Potenziamento del Servizio Sanitario Nazionale per superare il sistema a doppio binario, ammettendo la collaborazione con le strutture private esclusivamente per comprovata e superiore efficienza scientifica ed economica.
• Dignità e autodeterminazione: Tutela del rispetto della dignità umana in tutte le sue forme, compresa la possibilità di autodeterminazione per le cure palliative e le decisioni sul fine vita.
3. Sicurezza Integrata, Legalità e Governance dei Flussi Migratori
Il capitolo dedicato alla sicurezza e alla gestione dei flussi migratori richiede un radicale cambio di paradigma che sappia denunciare l’errore storico di una sinistra che ha lungamente considerato il tema dell’ordine pubblico come un argomento reazionario, commettendo lo sbaglio evidente di regalare questa priorità sociale alla destra. Quest’ultima ha cavalcato la questione non senza errori diametralmente opposti, alimentando la paura collettiva al solo scopo di trarre consensi facili attraverso risposte estemporanee e demagogiche che non hanno risolto le criticità strutturali delle nostre comunità.
Di fronte a queste due derive speculari, si impone una visione laica, consapevole e responsabile che non demonizzi la repressione, considerandola anzi necessaria e dura se le circostanze lo richiedono per garantire la legalità, ma che al contempo non rinunci a esaminare il problema in tutta la sua complessità. Questo approccio organico si applica soprattutto in tema di immigrazione, dove l’azione nazionale deve necessariamente saldarsi a una strategia condivisa con l’Europa, introducendo una netta distinzione tra la figura dello straniero irregolare che manifesta la concreta volontà di lavorare e di integrarsi nel tessuto civile e produttivo e la figura di coloro che invece delinquono, i quali devono essere fermamente condannati ed espulsi subito dal Paese, coniugando così il rispetto per la dignità umana con l’assoluto rigore a tutela dei cittadini.
4. Autonomia Energetica e Infrastrutture dello Sviluppo
La programmazione equilibrata dell’interesse collettivo richiede scelte strategiche lungimiranti per la salvaguardia dell’ambiente e la competitività della nazione, lontano da velleità ideologiche o radicalismi di maniera che rischiano di deprimere il sistema produttivo:
• Pianificazione energetica e transizione razionale: Diversificazione delle fonti per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti e spezzare la dipendenza dai regimi autoritari, governando la transizione verso la decarbonizzazione secondo un criterio di neutralità tecnologica e di sostenibilità sociale, rifiutando tappe forzate che penalizzino le imprese e i cittadini.
• La convivenza pragmatica tra fossile e rinnovabile: Riconoscimento delle fonti fossili tradizionali, a partire dal gas naturale, quale vettore indispensabile di transizione e di stabilizzazione della rete, sostenendo la necessaria coesistenza tra il graduale incremento delle energie rinnovabili e il ricorso responsabile alle fonti fossili fino al pieno sviluppo delle tecnologie di accumulo su larga scala.
• La scelta strategica del nucleare: Promozione dell’inserimento del nucleare pulito e sicuro nel paniere energetico nazionale nella consapevolezza che le sole fonti rinnovabili non possono garantire la continuità del carico di base richiesto dall’industria moderna, avviando senza esitazioni la valutazione scientifica e la sperimentazione legata al nucleare di nuova generazione sia attraverso i piccoli reattori modulari sia sostenendo la ricerca internazionale sulla fusione.
• Infrastrutture materiali e logistica: Potenziamento delle reti di trasporto su ferro, dell’alta velocità e ammodernamento dei nodi portuali strategici della Penisola, valorizzando il ruolo del Paese quale cerniera commerciale e logistica nel Mediterraneo.
• Infrastrutture immateriali e territorio: Completamento delle reti digitali a banda ultralarga e messa in sicurezza del territorio contro il dissesto idrogeologico, operando d’intesa con le autonomie locali e i Municipi per coniugare lo sviluppo delle reti con la tutela della pedagogia civica e ambientale del paesaggio.
5. I Nuovi Assetti Geopolitici: Gli Stati Uniti d’Europa e l’Atlantismo
L’antico spartiacque tra destra e sinistra è superato, poiché il vero discrimine della nostra epoca si gioca tra l’europeismo coerente e i sovranismi o gli europeismi a metà, imponendo una via di assoluta chiarezza geopolitica di fronte a scenari internazionali fluidi:
• Gli Stati Uniti d’Europa Federale: Superamento definitivo del metodo intergovernativo dei veti incrociati a favore del metodo comunitario, proclamando l’urgenza di un’Europa politica e federale guidata da un governo democratico e unito che sia capace di esprimersi con una sola voce nello scacchiere mondiale.
• Unico Esercito Europeo: Integrazione delle forze di difesa dei Paesi membri per ottimizzare gli investimenti, acquisire una reale capacità di deterrenza e garantire la sicurezza continentale contro il terrorismo e la criminalità transnazionale.
• Il rilancio dell’Atlantismo e la relazione con gli USA: Riaffermazione convinta del legame indissolubile dell’atlantismo euroatlantico con l’alleanza delle democrazie occidentali, dove il rapporto con gli Stati Uniti d’America rappresenta un asse strategico e ideale imprescindibile che prescinde dalle contingenze e dagli orientamenti dei singoli governi o dei presidenti di turno.
• La cooperazione con lo Stato d’Israele: Un legame geopolitico e ideale inteso come caposaldo per l’Occidente e il Mediterraneo, radicato nel comune riconoscimento dei valori democratici e nel diritto inalienabile dello Stato ebraico alla propria esistenza e sicurezza, riaffermando la netta distinzione tra la condivisione di questa visione strategica di lungo termine e il legittimo giudizio politico sulle scelte contingenti dei singoli esecutivi.
• La legalità internazionale e il rifiuto della violenza: Sostegno alla condanna senza esitazioni di ogni violazione del diritto internazionale e di ogni soppressione dei fondamentali diritti umani da chiunque perpetrata, fermo restando il prioritario rifiuto della guerra come strumento di offesa in conformità ai principi costituzionali.
• Patria e Municipio: La vocazione transnazionale ed europea non nega ma esalta il valore dell’identità storica della Patria e l’autonomia del proprio Municipio, intesi come radici vitali di un popolo consapevole del suo comune destino.
6. Democrazia Rappresentativa e Alleanze Riformiste
Per restituire centralità al cittadino ed evitare lo sbandamento delle istituzioni, proclamiamo la necessità di regole del gioco trasparenti e di una netta e coerente identità di coalizione:
• Riforma elettorale proporzionale: Sostegno al metodo proporzionale accompagnato dalla indicazione nominativa dei candidati tramite preferenze, per porre fine alla stagione dei parlamentari nominati dai vertici dei partiti e riavvicinare gli elettori alle istituzioni.
• Soglie di sbarramento e stabilità: Previsione di una soglia di sbarramento ragionevole per eliminare la frammentazione e limitare i premi di maggioranza distorsivi, legando la stabile governabilità solo al raggiungimento di un consenso politico effettivo e significativo.
• Un polo laico, liberale e riformatore: Fieri di una collocazione storica che individua nel repubblicanesimo l’altro polo indispensabile, laico e riformatore della sinistra, alternativo e concorrenziale rispetto alle matrici ideologiche marxiste o populiste, perseguiamo alleanze con le forze del centrosinistra che sappiano rispettare i nostri valori previa una rigorosa verifica di compatibilità del programma, promuovendo a livello locale la collaborazione con liste civiche nate attorno a personalità di comprovato valore sul territorio.
Appello all’azione
Con questo proclama costitutivo, il Movimento Repubblicani Europei riunisce le cinque edere dell’MRE nell’edera del PRI, affidando il proprio simbolo alla storia del Movimento repubblicano in Italia, unendo le rispettive forze nel comune intento di riproporre al Paese un Partito Repubblicano Italiano che ritorni a essere il motore propulsivo e il fulcro dinamico per la strutturazione di una grande area politica laica, repubblicana e riformatrice.
Questo polo ideale si definisce come:
• Innovatore, nel tema della spinta al rinnovamento istituzionale, tecnologico e generazionale di fronte alle sfide della modernità;
• Avanzato, nel tema lamalfiano della proposta di una spinta di politica economica che si colloca all’avanguardia nei diritti e nelle tutele;
• Democratico-sociale, nel legare il progresso tecnologico e civile al tema mazziniano identitario della pedagogia civica, dell’equità e della giustizia sociale.
Un’area che si dichiara saldamente ancorata ai valori irrinunciabili dell’Occidente europeista e guidata da una coerente visione atlantica, richiamando all’impegno le energie vive della società, i giovani, il mondo del lavoro, della ricerca e della cultura, per dare all’Italia e all’Europa, sotto i simboli storici del repubblicanesimo, un nuovo Rinascimento politico, economico e civile.








Mi fa molto piacere che il movimento repubblicano europeo abbia riallacciato il legame con il PRI.